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Mesagne, truffata a 80 anni: «Non parli con nessuno». Poi il falso agente arriva a casa

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La vittima sarebbe stata tenuta costantemente al telefono e invitata a non parlare con nessuno. L’auto sospetta seguita fino a Chiatona: recuperati i preziosi e arrestato un 40enne.

MESAGNE, 6 ottobre 2026 – Prima la telefonata del falso operatore bancario, poi quella che prepara l’arrivo a casa di un sedicente appartenente alle forze dell’ordine. Nel mezzo una richiesta precisa: restare sempre al telefono e non raccontare a nessuno ciò che stava accadendo.

È questo uno degli aspetti più significativi della truffa ai danni di un’80enne di Mesagne ricostruita dai Carabinieri. Un raggiro sviluppato nell’arco di due giorni e conclusosi con l’arresto in flagranza, a Chiatona, di un 40enne di origini campane, ritenuto responsabile delle ipotesi di reato di truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo resta naturalmente da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

La prima telefonata e il bonifico “urgente”

Secondo la ricostruzione dell’Arma, tutto sarebbe cominciato il 1° ottobre.

L’anziana avrebbe ricevuto la telefonata di un uomo presentatosi come operatore del suo istituto bancario. Alla donna sarebbe stato fatto credere che alcuni dipendenti infedeli stessero sottraendo denaro dal suo conto attraverso movimenti illeciti.

Per evitare di perdere i risparmi, le sarebbe stato quindi chiesto di trasferire urgentemente le somme su un conto indicato come “sicuro”, effettuando un bonifico istantaneo.

Ma il raggiro non sarebbe terminato lì.

Il giorno dopo il falso agente arriva a casa

Il 2 ottobre l’80enne sarebbe stata nuovamente contattata. Questa volta sarebbe stata convinta a consegnare denaro e preziosi custoditi nell’abitazione a un presunto appartenente alle forze dell’ordine che si sarebbe presentato in abiti civili.

Un dettaglio aiuta a comprendere la pressione esercitata sulla vittima: secondo quanto riferito dai Carabinieri, durante le diverse fasi l’anziana sarebbe stata indotta a rimanere costantemente in linea sulle utenze a sua disposizione e a non confidarsi con nessuno, con la motivazione di dover mantenere riservata l’operazione.

Proprio l’isolamento della vittima diventa così uno dei segnali da riconoscere: l’urgenza, la richiesta di segretezza e l’invito a non confrontarsi con familiari o persone di fiducia devono far scattare l’allarme.

Dalla segnalazione dell’auto alla fuga a Chiatona

Intanto i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni stavano seguendo un’altra pista.

Una Lancia Ypsilon nera era stata segnalata come sospetta a Mesagne. I militari l’avrebbero individuata e seguita fino alla provincia di Taranto grazie anche al coordinamento tra le Centrali Operative dell’Arma.

Il pedinamento si è concluso a Chiatona, nel territorio di Palagiano. Quando i Carabinieri hanno intimato l’alt, il conducente avrebbe tentato di fuggire, terminando la corsa fuori dalla sede stradale.

Nell’auto i militari hanno trovato una scatola contenente diversi monili in oro e un foglio sul quale erano annotate le generalità dell’80enne di Mesagne. Contattata dai Carabinieri, la donna ha quindi raccontato quanto le era accaduto nei due giorni precedenti.

Secondo la nota dell’Arma, la refurtiva è stata interamente recuperata e restituita alla vittima. Il 40enne è stato arrestato e trasferito nella casa circondariale di Taranto, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il segnale da ricordare: nessuna consegna di denaro o gioielli

Il caso contiene un’indicazione pratica che va oltre il singolo episodio. I Carabinieri ricordano che una persona che si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e chiede la consegna di denaro o preziosi deve immediatamente destare sospetto.

In caso di una telefonata del genere, la cosa più sicura è interrompere la conversazione, non consegnare nulla, contattare una persona di fiducia e chiamare direttamente il 112 utilizzando recapiti verificati autonomamente.

Ed è soprattutto la richiesta di mantenere il segreto a rappresentare, nel caso di Mesagne, un particolare da non sottovalutare: impedire alla vittima di confrontarsi con altri significa ridurre la possibilità che qualcuno interrompa il raggiro.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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