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Bollette, stangata d’autunno in Puglia: fino a 894 euro in quattro mesi

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Le stime per settembre-dicembre 2026 indicano rincari superiori al 34% in tutte le province. Taranto è la più cara, BAT la meno costosa.

Le famiglie pugliesi rischiano un autunno particolarmente pesante sul fronte delle bollette. Tra settembre e dicembre 2026 la spesa complessiva per luce e gas potrebbe superare gli 800 euro in tutte le province della regione, con aumenti stimati tra il 34,5% e il 35,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato che emerge con maggiore evidenza è proprio questo: nessun territorio pugliese resterebbe sotto la soglia degli 800 euro nei quattro mesi considerati.

Taranto verso quota 900 euro

La situazione più onerosa è prevista nella provincia di Taranto, dove la spesa complessiva per energia elettrica e gas viene stimata in circa 894 euro tra settembre e dicembre, con un incremento del 35,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Subito dopo c’è Lecce, con una previsione di 881 euro e un aumento del 35,3%.

A Bari la spesa stimata raggiunge invece 867 euro, il 35,1% in più su base annua.

Valori leggermente inferiori nelle altre province: Brindisi 832 euro (+34,6%), Foggia 823 euro (+35,1%) e Barletta-Andria-Trani 810 euro (+34,5%).

Anche nel territorio meno costoso della Puglia, dunque, l’incremento previsto resta superiore al 34%.

La mappa dei rincari in Puglia

Le stime per il periodo settembre-dicembre 2026 sono:

Taranto: 894 euro, +35,5%
Lecce: 881 euro, +35,3%
Bari: 867 euro, +35,1%
Brindisi: 832 euro, +34,6%
Foggia: 823 euro, +35,1%
Barletta-Andria-Trani: 810 euro, +34,5%

La differenza tra la provincia con la previsione di spesa più alta e quella con la più bassa è di 84 euro in quattro mesi.

Ma il problema più significativo non è tanto il divario tra i territori quanto l’aumento generalizzato: secondo le previsioni, tutta la Puglia viaggia verso rincari nell’ordine di circa un terzo rispetto al 2025.

Perché le bollette potrebbero aumentare

Dietro queste previsioni c’è soprattutto l’andamento atteso dei prezzi all’ingrosso dell’energia.

I forward elaborati da EEX e utilizzati per le stime indicano, per i quattro mesi considerati, un PUN – il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica – superiore del 65% rispetto allo scorso anno.

Ancora più consistente la variazione prevista per il gas: il PSV, indice di riferimento del mercato, risulta in crescita del 113% rispetto al 2025.

Le proiezioni riguardano contratti del mercato libero a prezzo indicizzato e non significano quindi che ogni famiglia pugliese riceverà automaticamente bollette superiori del 35%.

La spesa effettiva dipenderà dal contratto sottoscritto, dai consumi, dall’andamento reale dei prezzi e dalle altre componenti presenti in bolletta.

Quattro mesi che possono pesare sui bilanci familiari

Se le previsioni del mercato saranno confermate, il rincaro arriverà proprio nei mesi in cui l’uso dell’energia tende ad aumentare con l’abbassamento delle temperature e l’accensione degli impianti di riscaldamento.

Per una famiglia significa dover considerare, nel solo periodo settembre-dicembre, una spesa energetica potenziale compresa tra 810 e 894 euro, a seconda della provincia presa come riferimento nell’analisi.

Numeri che riportano quindi il costo dell’energia tra le voci da tenere sotto osservazione nei bilanci delle famiglie pugliesi durante l’autunno e l’inizio dell’inverno.

Resta però fondamentale distinguere una previsione da un aumento già avvenuto: i valori sono costruiti sui prezzi forward disponibili al 24 agosto 2026 e potranno cambiare in base all’effettivo andamento del mercato energetico nei prossimi mesi.

Fonte dei dati: elaborazione Facile.it su consumi 2025 dichiarati dai propri utenti e tariffe del mercato libero indicizzate, utilizzando i forward EEX aggiornati al 24 agosto 2026. Nel calcolo sono considerate materia energia, trasporto e gestione del contatore, oneri, imposte e IVA.

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