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Torre Santa Susanna, denuncia il figlio e poche ore dopo chiama il 112: arrestato 24enne

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La donna aveva denunciato il figlio ai Carabinieri nella stessa giornata. In serata una nuova lite e la chiamata al 112: il giovane è stato portato nel carcere di Brindisi.

TORRE SANTA SUSANNA: Aveva denunciato il figlio ai Carabinieri poche ore prima. Poi, nella serata dell’11 settembre, una nuova lite in casa: secondo quanto ricostruito dai militari, il 24enne avrebbe aggredito la madre, offendendola e minacciandola di morte. La donna ha chiamato il 112 e l’intervento dei Carabinieri della Stazione di Torre Santa Susanna si è concluso con l’arresto in flagranza del giovane per l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia.

Il 24enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato dai militari intervenuti nell’abitazione. Al termine delle formalità, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, è stato condotto nella Casa circondariale di Brindisi.

La denuncia presentata poche ore prima

È la sequenza temporale degli avvenimenti l’elemento più significativo della vicenda.

Secondo quanto comunicato dai Carabinieri, la madre si era infatti presentata nella stessa giornata dell’11 settembre per sporgere denuncia. In serata si sarebbe verificato un nuovo episodio all’interno dell’abitazione, culminato nelle minacce di morte contestate al figlio.

La donna ha quindi contattato il Numero unico di emergenza 112. I militari della Stazione locale sono arrivati sul posto e hanno fermato il 24enne.

Non si sarebbe trattato, inoltre, della prima segnalazione. I Carabinieri riferiscono che già nel maggio scorso erano stati avviati accertamenti nei confronti del giovane dopo una precedente segnalazione della madre.

Dalla precedente segnalazione all’arresto

Il dato aggiunge un elemento importante alla ricostruzione: prima dell’arresto dell’11 settembre risultava dunque già un precedente intervento collegato ai rapporti familiari.

Allo stato delle informazioni disponibili non sono stati resi noti ulteriori dettagli sugli accertamenti avviati a maggio né sull’eventuale esito degli stessi. È quindi necessario limitarsi alla sequenza comunicata dalle autorità: precedente segnalazione, denuncia dell’11 settembre, nuova richiesta di intervento al 112 e arresto in flagranza.

La vicenda richiama anche l’importanza di rivolgersi tempestivamente alle forze dell’ordine quando si verificano episodi di violenza o minaccia all’interno della famiglia.

Il procedimento è nella fase iniziale. L’arresto e le contestazioni formulate non equivalgono a una dichiarazione di colpevolezza: responsabilità e ricostruzione definitiva dei fatti dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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