Uva da tavola, oltre metà delle superfici italiane è in Puglia: Coldiretti chiede regole uguali sulle importazioni

La Puglia concentra oltre il 53% degli ettari italiani coltivati a uva da tavola. Coldiretti chiede reciprocità per i prodotti importati e maggiore tutela dei prezzi riconosciuti agli agricoltori.
Uva da tavola, la Puglia guida l’Italia con 25mila ettari
La Puglia concentra circa 25mila dei 47mila ettari italiani coltivati a uva da tavola, oltre il 53% del totale nazionale. Un primato che, secondo Coldiretti Puglia, deve essere difeso dalla pressione delle importazioni e da prezzi all’origine che rischiano di penalizzare gli agricoltori.
L’organizzazione ha portato il tema al tavolo regionale sull’uva da tavola convocato dall’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia Paolicelli, chiedendo l’applicazione del principio di reciprocità.
La richiesta non è quella di fermare le importazioni, ma di applicare ai prodotti provenienti dai Paesi extra Ue regole equivalenti a quelle rispettate dagli agricoltori europei su sicurezza alimentare, fitofarmaci, lavoro, ambiente e tracciabilità.
Prezzi e importazioni al centro del confronto
Coldiretti richiama anche l’attenzione sul prezzo riconosciuto ai produttori. Secondo i dati indicati dall’organizzazione, l’uva può arrivare all’origine a 0,30-0,40 euro al chilo, mentre nella grande distribuzione sono presenti promozioni a 0,99 euro al chilo.
Nel mezzo ci sono i costi di raccolta, confezionamento, imballaggi, trasporto, logistica ed etichettatura. Per Coldiretti è quindi necessario rendere più trasparente la formazione dei prezzi e contrastare le pratiche commerciali sleali.
L’organizzazione propone inoltre un catasto varietale dell’uva da tavola per conoscere meglio superfici, varietà e capacità produttiva. Positiva viene considerata anche l’inclusione delle uve senza semi nel disciplinare dell’IGP Uva di Puglia.
Da Grottaglie una nuova rotta verso Istanbul
Mentre resta aperta la questione dei prezzi sul mercato italiano, la filiera pugliese guarda all’estero. Il 3 ottobre è prevista da Grottaglie la partenza del primo cargo diretto a Istanbul, nuovo collegamento destinato ad ampliare le opportunità commerciali sui mercati internazionali.
«Da una parte la Puglia apre nuove rotte per portare la propria uva nel mondo, dall’altra sul mercato nazionale assistiamo a promozioni che rischiano di schiacciare il valore riconosciuto all’origine», afferma Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
Nel 2025, secondo i dati riportati da Coldiretti, l’export dell’uva da tavola pugliese ha raggiunto un valore vicino al miliardo di euro.
Per l’organizzazione agricola la priorità resta quindi una: consentire alle aziende pugliesi di competere sul mercato internazionale con regole uguali per tutti, tutelando allo stesso tempo il valore del prodotto e il reddito degli agricoltori.














