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Società Foggiana, sei misure cautelari a Foggia: la DDA ricostruisce la continuità del clan

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Società Foggiana, sei misure cautelari eseguite a Foggia. L’inchiesta della DDA di Bari ricostruisce presunti ruoli, alleanze e attività del clan.

La Società Foggiana torna al centro di una nuova inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Sei indagati sono destinatari di misure cautelari eseguite da Carabinieri e Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine sulla presunta continuità operativa della batteria Sinesi-Francavilla.

La Società Foggiana è al centro di una nuova operazione coordinata dalla DDA di Bari. Carabinieri e Polizia di Stato hanno eseguito oggi, 24 giugno 2026, sei misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati foggiani. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Bari il 22 giugno scorso.

Secondo l’accusa, la Società Foggiana avrebbe continuato a operare anche negli ultimi anni attraverso la batteria Sinesi-Francavilla. Gli investigatori contestano agli indagati diversi reati aggravati dalla finalità mafiosa, tra cui associazione mafiosa, riciclaggio e autoriciclaggio.

Società Foggiana, l’indagine sulla continuità operativa

L’inchiesta ricostruisce la presunta continuità della Società Foggiana dopo il processo “Corona”, che aveva analizzato le attività dell’organizzazione fino al 2016.

Secondo la DDA, la batteria Sinesi-Francavilla avrebbe mantenuto una struttura operativa stabile. Gli investigatori ritengono che alcuni indagati abbiano continuato a impartire direttive e a mantenere rapporti con l’esterno nonostante precedenti restrizioni personali.

Le attività investigative sono state sviluppate dal ROS dei Carabinieri, dal Nucleo Investigativo di Foggia, dalla SISCO di Bari e dalla Squadra Mobile di Foggia.

Società Foggiana e i presunti rapporti con altri gruppi criminali

Gli atti dell’indagine descrivono una rete di relazioni tra la Società Foggiana e altre realtà criminali presenti nel territorio garganico.

Tra gli episodi contestati figurano presunti incontri organizzati dopo il tentato omicidio di Roberto Sinesi nel settembre 2016. Secondo gli investigatori, quei contatti avrebbero avuto lo scopo di pianificare azioni contro gruppi rivali.

L’inchiesta richiama inoltre una vicenda relativa alla gestione della piazza di spaccio di Vieste. In questo contesto, uno degli indagati avrebbe favorito gli interessi di un’organizzazione alleata cercando di promuovere un accordo economico per il controllo del mercato degli stupefacenti.

Società Foggiana, telefoni clandestini e contatti dal carcere

Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarda il mantenimento dei contatti tra affiliati detenuti.

Gli investigatori contestano a uno degli indagati l’utilizzo di una utenza telefonica clandestina all’interno del carcere di Tolmezzo nel 2021. Secondo l’accusa, quel sistema avrebbe consentito di mantenere rapporti con esponenti detenuti e con soggetti operativi all’esterno.

La DDA ritiene che questi contatti abbiano contribuito a garantire la continuità della Società Foggiana nonostante la detenzione di figure considerate di vertice.

Società Foggiana, l’inchiesta sui flussi di denaro

L’indagine approfondisce anche presunte operazioni finanziarie riconducibili alla Società Foggiana.

Due indagati rispondono di riciclaggio e autoriciclaggio aggravati dalla finalità mafiosa. Secondo gli investigatori, una somma non inferiore a 600 mila euro, ritenuta provento di reato, sarebbe stata investita nel settore edilizio attraverso operazioni societarie e immobiliari.

La DDA sostiene che queste attività abbiano favorito l’infiltrazione della Società Foggiana nell’economia legale del territorio foggiano.

Società Foggiana, il contributo dei collaboratori di giustizia

Un ruolo importante nell’inchiesta è stato svolto dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia.

Secondo gli investigatori, le informazioni raccolte hanno permesso di ricostruire assetti interni, alleanze criminali, dinamiche economiche e modalità operative della Società Foggiana.

Gli accertamenti sono stati supportati da intercettazioni, servizi di osservazione, immagini di videosorveglianza, perquisizioni e sequestri.

Presunzione di innocenza e fase delle indagini

L’ordinanza cautelare conferma precedenti provvedimenti adottati nelle scorse settimane e amplia il numero delle persone coinvolte nell’inchiesta.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia rappresentano ipotesi accusatorie che dovranno essere verificate nel corso del processo.

Le persone sottoposte a indagine devono essere considerate innocenti fino a eventuale condanna definitiva, come previsto dalla Costituzione italiana.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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