Riforma della Polizia Locale: ecco perché una parte degli agenti non aderirà allo sciopero nazionale

L’Osservatorio OPL-FC sostiene il disegno di legge all’esame del Senato e teme che eventuali modifiche possano far saltare una riforma attesa da quasi 40 anni

Dopo quasi quarant’anni di attesa, la Polizia Locale italiana potrebbe essere vicina a una delle riforme più importanti della sua storia. Proprio mentre alcune sigle sindacali confermano lo sciopero nazionale del 12 giugno, una parte della categoria sceglie una strada diversa e invita a non rallentare il percorso della nuova legge.
L’Osservatorio per la Polizia Locale e Fuori Coro (OPL-FC) ha infatti annunciato che non aderirà alla mobilitazione nazionale. Alla base della decisione c’è la convinzione che il disegno di legge già approvato dalla Camera dei Deputati e ora all’esame del Senato rappresenti un’opportunità storica per migliaia di operatori impegnati ogni giorno nei servizi di sicurezza urbana, polizia stradale e controllo del territorio.
Secondo l’associazione, la riforma consentirebbe finalmente di superare alcuni limiti che la categoria denuncia da anni. Tra le novità più importanti vi sarebbero una maggiore autonomia organizzativa, una più netta distinzione rispetto al personale amministrativo degli enti locali, l’accesso diretto a importanti banche dati investigative e il riconoscimento di specifiche tutele professionali.
A spiegare le ragioni della scelta è Stefano Berardino, Commissario della Polizia Locale di Foggia e segretario regionale pugliese dell’Osservatorio. Nei giorni scorsi Berardino ha partecipato, insieme ad altri rappresentanti di categoria, a un incontro con l’onorevole Augusta Montaruli, relatrice del disegno di legge, durante il quale sono stati approfonditi i contenuti del provvedimento e le prospettive della riforma.
Per l’OPL-FC il momento attuale è particolarmente delicato. L’associazione teme infatti che eventuali modifiche al testo durante il passaggio al Senato possano rallentare l’iter parlamentare o addirittura compromettere l’approvazione definitiva della legge. Il rischio, secondo l’Osservatorio, è quello di perdere una possibilità che la categoria attende dalla legge quadro del 1986.
Molti degli interventi richiesti negli anni dalle associazioni della Polizia Locale sono già stati inseriti nel testo approvato dalla Camera. Altri aspetti, spiegano i rappresentanti dell’Osservatorio, potranno essere sviluppati successivamente attraverso i decreti attuativi che accompagneranno la riforma.
Tra i temi che continuano a essere al centro del confronto vi sono anche il riconoscimento della specificità professionale degli operatori, le tutele previdenziali e le condizioni di lavoro. Su questi aspetti l’OPL-FC sottolinea però che il provvedimento attualmente all’esame del Parlamento riguarda principalmente l’ordinamento e le funzioni della Polizia Locale e non interviene direttamente sulle norme pensionistiche.
Secondo l’associazione, eventuali modifiche relative ai requisiti pensionistici dovranno essere affrontate in un secondo momento attraverso specifici interventi normativi di competenza del Ministero del Lavoro e degli organismi previdenziali.
Un altro elemento ritenuto importante riguarda le risorse economiche previste dalla riforma. L’Osservatorio evidenzia che i fondi stanziati potrebbero rappresentare un primo passo per finanziare progetti destinati al miglioramento delle condizioni operative della categoria e per sostenere ulteriori interventi nel corso degli anni.
Alla luce di queste considerazioni, l’OPL-FC conferma la propria posizione e invita a portare a termine il percorso legislativo senza ulteriori rallentamenti. Per l’associazione, infatti, l’obiettivo prioritario resta quello di ottenere finalmente una riforma organica della Polizia Locale, evitando il rischio di dover attendere ancora per vedere riconosciute le istanze della categoria.
Per questo motivo l’Osservatorio non parteciperà allo sciopero nazionale del 12 giugno, ritenendo che in questa fase sia più importante accompagnare l’approvazione definitiva della riforma piuttosto che riaprire un confronto che potrebbe allungare ulteriormente i tempi.

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