Coldiretti Puglia denuncia il caporalato bianco: “Stop ai cibi ottenuti dallo sfruttamento dei bambini”

Nella Giornata mondiale contro il lavoro minorile, Coldiretti Puglia richiama l’attenzione sui prodotti importati da Paesi dove milioni di bambini sono ancora impiegati nei campi e chiede regole più severe per garantire filiere trasparenti e concorrenza leale.
BARI – Sono ancora 138 milioni i minori tra i 5 e i 17 anni coinvolti nel lavoro minorile nel mondo e circa 84 milioni lavorano in agricoltura. In occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile del 12 giugno, Coldiretti Puglia lancia un appello contro il cosiddetto “caporalato bianco” e chiede maggiori controlli sulle importazioni alimentari. L’obiettivo è tutelare i diritti dei bambini, garantire trasparenza nelle filiere agroalimentari e difendere le imprese agricole che rispettano le regole.
Coldiretti Puglia accende i riflettori sul lavoro minorile in agricoltura
Secondo le più recenti stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e dell’UNICEF, l’agricoltura resta il settore maggiormente coinvolto nel fenomeno dello sfruttamento minorile. Milioni di bambini sono impiegati nei campi, negli allevamenti, nella pesca e nelle attività agricole di sussistenza, spesso privati dell’accesso all’istruzione e dei diritti fondamentali legati all’infanzia.
Per Coldiretti Puglia si tratta di un’emergenza globale che interessa numerose aree del pianeta e che coinvolge anche le grandi filiere agroalimentari internazionali.
L’allarme sul “caporalato bianco”
L’organizzazione agricola denuncia l’esistenza di forme indirette e meno visibili di sfruttamento, definite “caporalato bianco”. Il fenomeno riguarda l’importazione di prodotti agricoli ottenuti in Paesi dove le condizioni di lavoro non rispettano gli standard richiesti alle imprese italiane ed europee.
Secondo Coldiretti, queste produzioni finiscono per generare una concorrenza sleale nei confronti degli agricoltori italiani che operano nel rispetto delle normative sul lavoro, della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale.
Dai pomodori alle nocciole: i prodotti sotto osservazione
Tra i prodotti spesso indicati nelle analisi internazionali sul lavoro minorile figurano le nocciole provenienti dalla Turchia, il riso asiatico, le banane sudamericane, i fagioli messicani e diverse produzioni agricole e ittiche provenienti da varie aree del mondo.
Si tratta di filiere che pongono interrogativi etici sempre più rilevanti per consumatori, istituzioni e operatori del settore. In alcuni casi, evidenzia Coldiretti, questi prodotti possono essere successivamente trasformati e commercializzati attraverso meccanismi che rendono difficile ricostruire l’effettiva origine delle materie prime e le condizioni sociali nelle quali sono state prodotte.
La richiesta: stessi standard per tutti i prodotti importati
Per contrastare il fenomeno, Coldiretti continua a chiedere l’applicazione del principio di reciprocità negli scambi internazionali. L’obiettivo è garantire che tutti i prodotti importati rispettino gli stessi requisiti richiesti agli agricoltori italiani ed europei in materia di tutela dei lavoratori, diritti dei minori, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale.
Secondo l’organizzazione agricola, dietro ogni alimento deve esserci una filiera trasparente, verificabile e responsabile, capace di assicurare il rispetto dei diritti umani e della dignità del lavoro.
Il ruolo dei mercati contadini e dell’agricoltura familiare
Coldiretti sottolinea inoltre la necessità di sostenere i sistemi alimentari basati sull’agricoltura familiare e sulle filiere corte, considerati strumenti fondamentali per creare occupazione, reddito e sviluppo sostenibile nelle aree rurali.
In questo contesto si inserisce l’attività della World Farmers Markets Coalition (WFMC), nata da un progetto sviluppato all’interno della FAO Food Coalition su iniziativa di Coldiretti e Campagna Amica. Oggi la rete rappresenta oltre 100 associazioni, circa 330 mila famiglie di agricoltori e più di 400 milioni di consumatori nel mondo.
La battaglia contro il lavoro minorile, conclude Coldiretti Puglia, passa anche attraverso scelte di consumo consapevoli e regole commerciali capaci di premiare le produzioni che rispettano le persone, l’ambiente e i diritti fondamentali.

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