Università di Bari, scritte neofasciste sui muri dell’Ateneo: strappati anche i manifesti degli studenti

Simboli di estrema destra e slogan sulla remigrazione comparsi tra Palazzo Ateneo e piazza Cesare Battisti. La denuncia di Cambiare Rotta, che parla di intimidazioni in vista dello sciopero del 30 ottobre.
BARI, 19 ottobre 2026 – Scritte di matrice neofascista, simboli riconducibili all’estrema destra e slogan inneggianti alla remigrazione sono comparsi all’esterno dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, nel cuore della città. A denunciare l’accaduto è l’organizzazione studentesca Cambiare Rotta, che segnala anche la rimozione dei propri manifesti dedicati allo sciopero generale del 30 ottobre.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione, le scritte sarebbero state realizzate durante la notte tra domenica 18 e lunedì 19 ottobre, utilizzando vernice nera sulle pareti esterne di Palazzo Ateneo e su alcuni arredi urbani della vicina piazza Cesare Battisti.
Scritte neofasciste all’Università di Bari: la denuncia degli studenti
L’episodio interessa uno dei luoghi più frequentati dalla comunità universitaria barese, a pochi passi dal centro cittadino.
Oltre ai simboli e agli slogan, Cambiare Rotta denuncia che ignoti avrebbero strappato i manifesti affissi per promuovere la mobilitazione del 30 ottobre.
È proprio la contemporanea comparsa delle scritte e la rimozione dei manifesti a rappresentare un elemento centrale della denuncia. L’organizzazione interpreta quanto accaduto come un tentativo di intimidazione politica.
Al momento, tuttavia, non risultano accertati pubblicamente né gli autori dei gesti né un collegamento diretto tra le scritte e la rimozione dei manifesti.
La risposta di Cambiare Rotta: «Vogliono intimidirci»
In una nota diffusa dopo l’accaduto, l’organizzazione studentesca collega l’episodio al clima politico e alle mobilitazioni in corso.
«A questa politica di austerità si unisce lo sdoganamento dei gruppi fascisti nelle università, nelle scuole e nelle città», sostiene Cambiare Rotta.
Gli studenti ribadiscono inoltre la volontà di proseguire nelle proprie iniziative: «A chi pensa di poterci intimidire con sanzioni e provvedimenti repressivi, rispondiamo con la lotta e la mobilitazione».
Si tratta della posizione espressa dall’organizzazione, non di una ricostruzione già accertata delle responsabilità.
Cosa significa remigrazione e perché lo slogan fa discutere
Tra gli elementi segnalati a Bari figurano slogan favorevoli alla cosiddetta remigrazione, termine utilizzato nel dibattito politico europeo con significati differenti.
Nel linguaggio di alcuni movimenti dell’estrema destra, il concetto viene associato a proposte di rimpatrio su larga scala delle persone di origine straniera, talvolta estese anche a persone regolarmente residenti.
La presenza di questi slogan negli spazi universitari solleva quindi interrogativi non soltanto sull’identità degli autori, ma anche sull’utilizzo di luoghi pubblici e universitari per diffondere messaggi politici radicali.
Università di Bari, le domande ancora aperte
Resta da chiarire se siano state presentate denunce formali, se le telecamere presenti nell’area possano contribuire all’identificazione dei responsabili e quali interventi siano previsti per la rimozione delle scritte.
Non sono inoltre disponibili, sulla base delle informazioni finora raccolte, dichiarazioni ufficiali dell’Università di Bari o delle autorità competenti sull’episodio.
La questione centrale riguarda ora l’accertamento delle responsabilità e la tutela degli spazi universitari, che devono poter ospitare il confronto politico e le attività studentesche senza danneggiamenti o intimidazioni.
Per Cambiare Rotta, intanto, resta confermata la volontà di proseguire la mobilitazione verso lo sciopero del 30 ottobre.

PugliaPress
Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000
redazione@pugliapress.it
direttore@pugliapress.it














