Puglia senza carburante, distributori a secco e difficoltà negli aeroporti: cosa sta succedendo

Il presidio dei lavoratori a Taranto impedisce il transito delle autocisterne dalla raffineria Eni. Oltre 50 punti vendita senza carburante già il 13 ottobre. Allerta anche per i voli.
TARANTO, 15 ottobre 2026 – La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto sta provocando una crisi nei rifornimenti di carburante che coinvolge diverse zone della Puglia. Distributori senza benzina o gasolio, automobilisti in difficoltà e limitazioni nell’approvvigionamento degli aeroporti di Bari e Brindisi. Una vertenza industriale sta producendo conseguenze concrete sulla mobilità regionale.
Il problema nasce dal blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, uno dei principali nodi di distribuzione dei carburanti per la Puglia e altre regioni meridionali.
Distributori senza carburante: i numeri comunicati da Eni
Già il 13 ottobre Eni aveva comunicato che oltre 50 dei circa 300 punti vendita interessati avevano esaurito il carburante.
Il presidio dei lavoratori dell’ex Ilva lungo la Statale 106 ostacola il transito delle autocisterne, impedendo il regolare rifornimento delle stazioni di servizio.
Le difficoltà non riguardano soltanto Taranto. Segnalazioni di distributori a secco arrivano anche da Bari, Brindisi e Foggia, mentre alla protesta dei siderurgici si aggiungono mobilitazioni degli autotrasportatori nel Brindisino e nel Foggiano.
Il dato dei 50 distributori è quello ufficialmente comunicato il 13 ottobre: non rappresenta necessariamente il numero aggiornato alla mattina del 15.
Aeroporti di Bari e Brindisi: limitazioni per il carburante degli aerei
Le conseguenze interessano anche il trasporto aereo.
Enilive ha dichiarato una situazione di fuel shortage, ossia carenza di carburante, negli aeroporti di Bari e Brindisi.
Aeroporti di Puglia ha emesso appositi NOTAM, comunicazioni aeronautiche rivolte alle compagnie e agli operatori, per segnalare le possibili limitazioni negli approvvigionamenti anche negli scali di Foggia e Grottaglie.
Il 14 ottobre è stata inoltre comunicata una proroga di 48 ore dell’avviso relativo a Bari, invitando le compagnie, quando possibile, a evitare il rifornimento nello scalo.
Questo non significa che tutti i voli siano sospesi: le limitazioni riguardano la disponibilità di carburante e richiedono verifiche specifiche sulle singole operazioni aeroportuali.
Perché una protesta a Taranto coinvolge tutta la Puglia
La raffineria Eni di Taranto non serve esclusivamente il territorio ionico. La sua rete di approvvigionamento raggiunge ampie aree della Puglia, della Basilicata e della Calabria.
Tra i destinatari figurano stazioni di servizio, aeroporti, operatori del trasporto e servizi essenziali, compresi i mezzi di emergenza e soccorso.
È questo il punto più delicato della vicenda: il blocco di un’infrastruttura strategica può provocare disagi ben oltre il luogo della protesta.
Eni ha inoltre avvertito che un prolungato mancato approvvigionamento dei materiali necessari al funzionamento della raffineria potrebbe rendere necessaria la fermata programmata degli impianti. Al momento della comunicazione, tuttavia, l’impianto funzionava regolarmente e in sicurezza.
Cosa succede adesso e cosa devono sapere gli automobilisti
La situazione resta legata all’evoluzione della protesta e alla possibilità di ripristinare il transito delle autocisterne.
Per chi deve spostarsi in Puglia, soprattutto per lavoro, diventa importante verificare la disponibilità effettiva di carburante prima di affrontare lunghi tragitti.
Chi deve prendere un aereo dovrebbe controllare gli aggiornamenti della propria compagnia, senza considerare automaticamente cancellato o ritardato il volo.
Restano tre questioni decisive: quanti distributori siano effettivamente senza carburante oggi, quando potranno riprendere regolarmente le consegne e quali misure siano previste per garantire i servizi essenziali.
La risposta dipenderà dagli sviluppi della vertenza ex Ilva e dalle decisioni sulla gestione dei blocchi.

PugliaPress
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