Policlinico di Bari, crolla un soffitto dopo i lavori: tre episodi riaprono il caso sicurezza
Il cedimento nei locali del Centro Prelievi, ristrutturati pochi mesi fa, arriva dopo l’allagamento del padiglione oculistico. Già nel 2024 era stato segnalato un altro crollo. Il sindacato chiede verifiche immediate.
BARI, 13 ottobre 2026 – Un soffitto crollato in locali ristrutturati e collaudati soltanto pochi mesi fa. Un padiglione ospedaliero allagato appena due giorni prima. E un precedente del 2024, quando erano caduti pannelli di controsoffittatura in altre aree del Policlinico. Tre episodi distinti, che riportano al centro dell’attenzione la sicurezza degli edifici del principale ospedale barese.
L’ultimo episodio riguarda il Centro Prelievi e Vaccinazioni, dove le abbondanti precipitazioni hanno provocato infiltrazioni d’acqua, allagamenti e il cedimento di una parte del soffitto.
Fortunatamente non si registrano feriti. Ma a suscitare interrogativi è soprattutto un particolare: i locali, secondo quanto denunciato dal sindacato Gil Sanità, erano stati completamente ristrutturati e collaudati soltanto alcuni mesi fa.
Il crollo nei locali ristrutturati pochi mesi fa
Il cedimento ha interessato un ambiente situato al piano interrato dell’ex reparto di Neurologia, oggi destinato alle attività del Centro Prelievi e Vaccinazioni.
A sollevare il problema è il sindacato Gil Sanità, che chiede verifiche tecniche immediate per accertare le cause delle infiltrazioni e stabilire se gli ambienti siano pienamente sicuri e agibili.
La recente ristrutturazione rappresenta l’aspetto più delicato della vicenda.
Quali lavori erano stati eseguiti? Gli interventi avevano interessato anche i sistemi di impermeabilizzazione e smaltimento delle acque? Quali controlli erano stati effettuati prima del collaudo?
Sono domande alle quali, al momento, non risultano risposte tecniche documentate.
La vicinanza tra la conclusione dei lavori e il cedimento non dimostra eventuali responsabilità, ma rende necessario conoscere l’effettivo perimetro degli interventi realizzati.
Due giorni prima, il padiglione oculistico allagato
L’episodio non è isolato nella cronaca recente del Policlinico.
Il 10 ottobre, un violento temporale aveva provocato l’allagamento di diverse stanze del padiglione oculistico, rendendo necessaria la sospensione delle attività del pronto soccorso oculistico.
L’acqua era penetrata negli ambienti ospedalieri, costringendo il personale sanitario a intervenire per contenere i danni.
Due episodi diversi, avvenuti a distanza ravvicinata, che pongono una questione concreta: quanto sono protetti gli edifici del Policlinico dalle infiltrazioni d’acqua e dagli eventi meteorologici intensi?
Non è accertato che i due problemi abbiano un’origine comune. Proprio per questo servono verifiche tecniche e informazioni puntuali sugli interventi di manutenzione.
Il precedente del 2024: altri cedimenti al Policlinico
La questione della sicurezza degli ambienti ospedalieri era emersa anche il 5 settembre 2024.
Durante un violento temporale che aveva colpito Bari, si era verificata la caduta di calcinacci e pannelli di controsoffittatura in due padiglioni del Policlinico, tra cui un ufficio nell’area della direzione generale.
Le zone interessate erano prive di personale e utenti al momento dell’episodio.
Il precedente non dimostra l’esistenza di un problema strutturale diffuso, ma rende opportuno verificare quali controlli siano stati effettuati successivamente e se siano emerse criticità ricorrenti.
Sicurezza e lavori pubblici: le risposte che servono
Il sindacato Gil Sanità chiede di accertare immediatamente le cause del nuovo cedimento e le condizioni di sicurezza dei locali.
Ma la questione riguarda anche la trasparenza degli interventi di riqualificazione.
Per comprendere quanto accaduto sarebbe necessario conoscere la documentazione relativa ai lavori recentemente conclusi, le verifiche eseguite durante il collaudo e le eventuali misure adottate dopo le infiltrazioni.
Resta inoltre da chiarire se il Centro Prelievi e Vaccinazioni abbia subito limitazioni operative e se tutti gli ambienti siano attualmente utilizzabili.
La direzione del Policlinico potrà chiarire questi aspetti attraverso una comunicazione ufficiale e gli esiti degli accertamenti.
Il problema non è soltanto riparare un soffitto danneggiato. È capire perché un cedimento si sia verificato in ambienti recentemente ristrutturati e quali garanzie di sicurezza siano assicurate a lavoratori e pazienti.
Tre episodi distinti non autorizzano conclusioni affrettate. Sono però sufficienti a giustificare una richiesta di chiarezza sulle condizioni degli edifici e sulla manutenzione di una struttura sanitaria fondamentale per l’intera Puglia.

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