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Corato, parroco ai domiciliari per violenza sessuale: decisiva la denuncia di un giovane

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Il provvedimento è stato disposto dal gip di Trani. Le indagini della Squadra Mobile di Bari hanno raccolto riscontri al racconto del denunciante, anche attraverso testimonianze e intercettazioni.

CORATO (BARI), 12 ottobre 2026 – Un sacerdote di Corato è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un giovane. Il provvedimento cautelare è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura.

Al centro delle indagini ci sono episodi che, secondo la denuncia, sarebbero avvenuti tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.

La notizia è stata diffusa il 10 ottobre da Telenorba. Il sacerdote è indagato e le accuse dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

La denuncia del giovane e le indagini

L’inchiesta è partita dal racconto di un giovane che ha denunciato di essere stato costretto a subire comportamenti di natura sessuale da parte del sacerdote.

La Squadra Mobile di Bari, sotto il coordinamento della Procura di Trani, ha avviato accertamenti per verificare quanto riferito dal denunciante.

Secondo le informazioni diffuse, gli investigatori hanno raccolto diversi elementi ritenuti compatibili con la ricostruzione del giovane.

Tra le attività investigative figurano intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre all’ascolto di persone alle quali il denunciante avrebbe confidato nel tempo quanto stava vivendo.

Le testimonianze e la decisione del giudice

Un elemento significativo dell’inchiesta riguarda proprio le persone ascoltate dagli investigatori.

Si tratterebbe di soggetti ai quali il giovane aveva raccontato gli episodi contestati al sacerdote. Le loro dichiarazioni sono state acquisite nell’ambito degli accertamenti.

Al termine di questa fase investigativa, il gip del Tribunale di Trani ha disposto gli arresti domiciliari.

La misura cautelare non equivale a una condanna e non costituisce un accertamento definitivo delle responsabilità.

Cosa resta da chiarire

Restano diversi aspetti sui quali, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, non è possibile fornire risposte certe.

Non sono stati precisati l’età del giovane, il ruolo parrocchiale specifico del sacerdote e gli eventuali provvedimenti adottati dalle autorità ecclesiastiche.

Non sono inoltre disponibili, nel materiale esaminato, informazioni sulla posizione della difesa o su eventuali iniziative giudiziarie successive all’applicazione della misura cautelare.

La vicenda interessa anche la comunità ecclesiale locale, ma qualsiasi valutazione sulle conseguenze per la parrocchia richiede ulteriori riscontri.

Saranno i successivi sviluppi giudiziari a chiarire la fondatezza delle contestazioni e le eventuali responsabilità dell’indagato.

Redazione Pugliapress

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