Tesseramento PD 2026, De Fazio: «Dopo otto mesi chiedo chiarezza»
Quaranta richieste di iscrizione al PD, 800 euro versati e poi restituiti dopo otto mesi. Davide De Fazio racconta il caso e chiede chiarezza sul tesseramento 2026.
Quaranta richieste di iscrizione, 800 euro versati e poi restituiti. Davide De Fazio racconta la vicenda e chiede al Partito Democratico di chiarire cosa sia accaduto.
TARANTO, 10 ottobre 2026 – Quaranta richieste di iscrizione al Partito Democratico, 800 euro versati nel febbraio scorso, otto mesi di attesa e infine la comunicazione che il tesseramento PD 2026 non sarebbe stato perfezionato.
È la vicenda che Davide De Fazio ha deciso di rendere pubblica, chiedendo al Partito Democratico una cosa soltanto: chiarezza.
De Fazio, da anni presente nel dibattito politico tarantino, sceglie però una linea molto precisa: raccontare i fatti che sostiene di poter documentare, distinguendoli da ciò che gli è stato riferito e senza formulare accuse personali.
Tesseramento PD 2026, quaranta richieste presentate a febbraio

De Fazio, partiamo dall’inizio. Che cosa è accaduto nel febbraio scorso?
«Nel febbraio scorso consegnai al segretario di un circolo del Partito Democratico di Taranto i miei dati personali e quelli di altri 39 amici che avevano manifestato la volontà di iscriversi al PD. Chiedemmo espressamente le tessere cartacee e mi fu riferito che avrebbe provveduto personalmente al tesseramento 2026 per tutti e quaranta.»
In quella occasione consegnò anche il denaro necessario per le iscrizioni?
«Sì. Consegnai complessivamente 800 euro, corrispondenti alle quaranta tessere richieste. Mi furono rilasciate le ricevute relative alle somme versate.»
Per De Fazio, dunque, da quel momento non vi erano motivi per ritenere che vi fossero problemi nella procedura.
«Ritenni naturalmente che il tesseramento fosse stato avviato e che si dovesse soltanto attendere il perfezionamento delle iscrizioni.»
«Per mesi mi è stato detto che si attendevano le tessere»
Nel corso dei mesi ha continuato a chiedere notizie?
«Sì, più volte. Mi sono sentito e visto con il segretario del circolo e in diverse occasioni ho chiesto informazioni circa l’arrivo delle tessere. Le risposte che ricevevo erano rassicuranti: mi veniva riferito che i dati erano stati inseriti e che si attendeva l’arrivo delle tessere dall’Ufficio Tesseramento nazionale.»
La situazione cambia il 30 settembre.
Che cosa le viene comunicato quel giorno?
«Avevo inviato un altro messaggio per avere notizie. Nello stesso giorno sono stato contattato telefonicamente e mi è stato riferito che, secondo quanto comunicato dall’Ufficio Tesseramento di Roma, tutte e quaranta le richieste di iscrizione non erano state accolte, compresa la mia.»
Il 30 settembre la comunicazione sul mancato tesseramento
A quel punto che cosa ha chiesto?
«Ho chiesto di poter visionare la comunicazione ricevuta dall’Ufficio Tesseramento di Roma. Avevo la necessità di spiegare ai 39 amici che si erano fidati di me cosa fosse accaduto dopo otto mesi di attesa.»
De Fazio racconta che la comunicazione integrale non gli sarebbe stata inoltrata.
«Mi è stato risposto che l’email era riservata e che non poteva essermi trasmessa. Ho ricevuto soltanto uno stralcio di poche righe.»
Su questo passaggio De Fazio precisa di non voler formulare conclusioni che non possa documentare.
«Prendo atto di quanto mi è stato riferito dal segretario, secondo il quale quello stralcio proveniva dall’Ufficio Tesseramento di Roma. Non avendo avuto accesso alla comunicazione integrale, però, non sono nelle condizioni di verificarne autonomamente la provenienza né di conoscerne il contenuto complessivo.»
De Fazio: «Perché quelle modalità non mi furono spiegate prima?»
È proprio leggendo quello stralcio che De Fazio dice di essersi posto alcune domande.
Qual è il punto che le ha suscitato maggiori dubbi?
«Nello stralcio viene richiamata la disciplina relativa alle iscrizioni online e alle modalità previste per perfezionare il tesseramento. Si fa riferimento al fatto che l’iscrizione debba essere individuale e che il pagamento debba avvenire attraverso carta di credito, PayPal o bonifico online del richiedente.»
Ed è qui che nasce la sua domanda?
«Esattamente. Se queste erano le modalità previste, perché non mi sono state comunicate quando nel febbraio scorso consegnai i dati e la somma destinata alle iscrizioni?»
De Fazio insiste soprattutto su un aspetto.
«Se lo avessi saputo allora, avrei potuto informare immediatamente tutte le persone interessate e procedere diversamente, evitando la situazione spiacevole che oggi mi trovo a dover spiegare.»
Il caso dei residenti a Pulsano
Tra le quaranta persone interessate all’iscrizione vi erano anche cittadini residenti a Pulsano.
Avevate segnalato questa circostanza?
«Sì. Quando incontrai il segretario insieme a un mio fraterno amico, spiegammo chiaramente che tra le persone interessate c’erano anche cittadini residenti a Pulsano.»
Che cosa vi fu risposto?
«Ci fu riferito che non ci sarebbero stati problemi e che quelle persone avrebbero potuto essere iscritte presso il circolo di Taranto.»
Anche su questo punto De Fazio evita di formulare accuse.
«Vorrei semplicemente capire quale fosse la procedura corretta e perché, se esistevano ostacoli, questi non siano emersi all’inizio.»
Gli 800 euro restituiti integralmente
Su un aspetto De Fazio vuole essere particolarmente chiaro.
La somma versata le è stata restituita?
«Sì. Nella stessa giornata del 30 settembre il segretario mi ha restituito tramite bonifico l’intera somma di 800 euro che avevo consegnato otto mesi prima.»
Quindi la sua non è una contestazione di carattere economico?
«Assolutamente no. Il denaro è stato restituito integralmente. Il punto è un altro: quelle 39 persone si erano rivolte a me con fiducia e oggi, dopo otto mesi, si ritrovano a dover prendere atto che le loro richieste di iscrizione, secondo quanto mi è stato comunicato, non si sono perfezionate.»
«Ho provato a iscrivermi online, ma la procedura si blocca»
Successivamente De Fazio racconta di avere provato più volte a effettuare personalmente il tesseramento PD 2026 attraverso il portale online del Partito Democratico.
È riuscito a completare la procedura?
«No. Ho provato numerose volte, ma la procedura si blocca al primo step e non mi consente di completare l’iscrizione. Non so per quale ragione.»
Questo le ha creato anche un ulteriore problema?
«Sì. Non risultando formalmente tesserato, non ho potuto utilizzare gli strumenti interni che avrei voluto utilizzare per chiedere un chiarimento sulla vicenda direttamente nelle sedi del Partito.»
De Fazio: «Non attacco il PD, voglio capire cosa è accaduto»
È questo uno dei punti sui quali De Fazio insiste maggiormente.
Questa vicenda cambia il suo rapporto politico con il Partito Democratico?
«No. Non sto attaccando il Partito Democratico, al quale sono molto legato. Al contrario. In questi mesi ho continuato ad agire pubblicamente come persona che si riconosce nel PD, utilizzandone il simbolo e spendendomi politicamente per le battaglie nelle quali credo, nella convinzione che il mio tesseramento fosse stato regolarmente perfezionato.»
De Fazio, carabiniere in congedo e da anni presente nel dibattito politico tarantino, ha più volte richiamato pubblicamente temi come legalità, rispetto delle regole, partecipazione e trasparenza.
Ed è proprio su questo terreno che colloca anche la vicenda attuale.
«Ho sempre pensato che la politica debba essere fatta alla luce del sole e che, quando accade qualcosa che non si comprende, sia più corretto raccontarlo con rispetto e trasparenza piuttosto che alimentare discussioni sotterranee.»
Il sostegno di Borraccino e Viggiano
In queste ore qualcuno all’interno del Partito le è stato vicino?
«Voglio pubblicamente ringraziare il consigliere regionale Cosimo Borraccino e l’onorevole Francesca Viggiano, che in questo difficile momento mi sono vicini e stanno cercando insieme a me di comprendere cosa sia realmente accaduto.»
De Fazio ribadisce comunque il limite che intende mantenere.
«Non formulo accuse personali e non intendo attribuire responsabilità che non sono in grado di documentare. Voglio limitarmi ai fatti che conosco, a ciò che mi è stato riferito e alle domande che quei fatti mi pongono.»
La ricevuta pubblicata e la richiesta di chiarezza
A corredo della propria ricostruzione De Fazio ha deciso di rendere pubblica anche la ricevuta relativa alla propria quota di iscrizione, versata nel febbraio scorso e sottoscritta dal segretario del circolo.
Le altre 39 ricevute, invece, non saranno pubblicate.
Per quale motivo ha scelto di mostrare la sua ricevuta?
«Perché ritengo corretto che, quando si racconta una vicenda, si mettano a disposizione anche gli elementi documentali che possono consentire a chi legge di farsi una propria opinione. Le altre ricevute non le pubblico per tutelare la privacy delle persone interessate.»
In definitiva, che cosa chiede oggi?
«Non chiedo privilegi. Chiedo soltanto chiarezza.»
E la richiesta, sottolinea De Fazio, riguarda soprattutto chi aveva deciso di affidarsi a lui.
«La chiedo per me e, soprattutto, per quelle 39 persone che otto mesi fa avevano deciso di iscriversi al Partito Democratico riponendo fiducia nelle mie valutazioni politiche.»
La vicenda, a questo punto, pone una domanda precisa: che cosa è accaduto tra febbraio e settembre alle quaranta richieste di iscrizione e in quale passaggio il tesseramento non si è perfezionato?
È il chiarimento che De Fazio attende.
«Credo che, in un partito che fa della partecipazione, della trasparenza e della comunità alcuni dei propri valori più importanti, chiedere chiarezza sia assolutamente legittimo.»

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