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Bari, ultraottantenne strattonato e derubato: la pista del bancomat porta alla presunta responsabile

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Secondo l’ipotesi investigativa, la donna avrebbe sottratto il portafogli con circa 400 euro dopo il rifiuto dell’elemosina e usato subito dopo la carta bancomat. L’identificazione attraverso le telecamere; la misura eseguita a Foggia.

BARI, 3 ottobre 2026 – Prima la richiesta di elemosina a un uomo di oltre 80 anni incontrato per strada. Poi, di fronte al rifiuto, la presunta aggressione e la sottrazione del portafogli con circa 400 euro. Poco dopo, secondo gli investigatori, sarebbe stata utilizzata anche la carta bancomat della vittima per effettuare acquisti.

È l’episodio avvenuto a Bari il 28 aprile 2026 al centro dell’indagine che ha portato all’esecuzione, il 25 settembre, di una misura cautelare nei confronti di una donna, rintracciata dalla Polizia di Stato a Foggia, dove vive all’interno di una roulotte.

Alla donna vengono contestate, allo stato delle indagini, le ipotesi di rapina e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti.

Dalla richiesta di elemosina alla presunta rapina

La ricostruzione contenuta nella comunicazione dell’autorità giudiziaria parte dal pomeriggio del 28 aprile.

Secondo l’ipotesi investigativa, la donna, cittadina bosniaca senza fissa dimora, avrebbe avvicinato casualmente in strada l’ultraottantenne chiedendogli l’elemosina.

Per suscitare la sua empatia avrebbe simulato di avere un bambino avvolto in una coperta. L’anziano avrebbe però rifiutato la richiesta.

A quel punto, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori ancora da verificare nelle successive fasi del procedimento, la donna avrebbe reagito strattonando con forza l’uomo e impossessandosi del portafogli, all’interno del quale erano custoditi circa 400 euro.

Dopo la rapina gli acquisti con il bancomat

L’indagine non si è fermata alla sottrazione del portafogli.

Gli accertamenti avrebbero infatti consentito di ricostruire quanto accaduto immediatamente dopo: la carta bancomat dell’anziano sarebbe stata utilizzata per effettuare acquisti in un esercizio commerciale.

Un passaggio che ha fornito agli investigatori ulteriori elementi per seguire gli spostamenti della persona ricercata.

Le telecamere ricostruiscono i movimenti

Il punto decisivo dell’indagine sarebbe arrivato dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

La visione dei filmati ha permesso alla Polizia di ricostruire i movimenti compiuti subito dopo l’episodio e di raccogliere elementi ritenuti utili all’identificazione della donna.

Il 22 settembre il gip del Tribunale di Bari, su richiesta del pubblico ministero, ha quindi emesso l’ordinanza applicativa della misura cautelare personale. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato tre giorni più tardi, il 25 settembre, a Foggia, dove la destinataria è stata rintracciata.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni e gli elementi raccolti hanno natura provvisoria e dovranno essere verificati nelle successive fasi processuali, nel contraddittorio con la difesa. La persona sottoposta a indagini non può essere considerata colpevole fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità.

Redazione Pugliapress

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