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Protesta Coldiretti Bari: agricoltori contro frodi su olio e grano

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Agricoltori davanti alla Prefettura per chiedere più controlli sulla filiera agroalimentare. Nel mirino il crollo dei prezzi, le importazioni e le pratiche sleali.

La protesta Coldiretti Bari davanti alla Prefettura ha riunito gli agricoltori pugliesi contro il crollo dei prezzi di olio extravergine d’oliva e grano duro. La manifestazione si è svolta in Piazza Libertà nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa dall’organizzazione agricola in tredici capoluoghi di regione.

Una delegazione di Coldiretti Puglia è stata ricevuta dal prefetto di Bari, Francesco Russo, al quale è stato consegnato un documento con le principali richieste del settore. Al centro della mobilitazione ci sono il rafforzamento dei controlli, la tutela dell’origine dei prodotti e l’applicazione delle norme contro le pratiche commerciali sleali.

Secondo Coldiretti, le speculazioni e la mancanza di trasparenza stanno penalizzando le aziende agricole italiane e rischiano di danneggiare anche i consumatori. Olio extravergine e grano sono due produzioni centrali per l’agroalimentare pugliese e nazionale, oltre che simboli della Dieta Mediterranea.

Protesta Coldiretti Bari contro le frodi sull’olio extravergine

Uno dei punti principali riguarda l’olio extravergine d’oliva. Coldiretti denuncia un forte calo dei prezzi riconosciuti ai produttori, mentre i costi di produzione continuano a pesare sui bilanci delle aziende agricole.

L’associazione richiama l’attenzione anche sui volumi della filiera. Secondo i dati indicati da Coldiretti, l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni per 545 milioni di litri all’anno. Numeri che, per l’organizzazione agricola, impongono verifiche più rigorose sull’origine del prodotto.

Tra le richieste avanzate c’è l’utilizzo di tecnologie scientifiche per accertare la provenienza dell’olio, come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica. Coldiretti chiede che questi strumenti possano essere riconosciuti anche come prove nei procedimenti giudiziari contro le frodi alimentari.

Nel documento consegnato alla Prefettura vengono indicati anche altri interventi: fatturazione obbligatoria delle olive, maggiore tracciabilità lungo la filiera, stop alla miscelazione tra olio extravergine e sottoprodotti trattati termicamente, sospensione dell’olio a dazio zero dalla Tunisia e blocco dei meccanismi che, secondo l’associazione, possono favorire irregolarità sull’olio estero.

Protesta Coldiretti Bari per difendere il grano italiano

La protesta ha riguardato anche il comparto del grano duro. Coldiretti denuncia offerte di acquisto considerate troppo basse rispetto ai costi sostenuti dagli agricoltori. Il caso indicato dall’organizzazione riguarda proposte a 19 centesimi al chilo in Sicilia durante la trebbiatura, un prezzo giudicato incompatibile con la sostenibilità delle aziende cerealicole.

Secondo l’associazione, il mercato del grano sarebbe condizionato da importazioni, ribassi forzati e tentativi di alterare la corretta indicazione dell’origine. Per questo Coldiretti chiede controlli a tappeto lungo tutta la filiera, anche attraverso l’applicazione della Legge Caselli contro l’agropirateria.

Un altro punto riguarda il principio di reciprocità. Coldiretti chiede di fermare l’ingresso di grano trattato con sostanze non ammesse nelle stesse condizioni produttive europee, richiamando in particolare il tema del glifosate. L’organizzazione sollecita inoltre l’esclusione dai tavoli della Cun Grano dei commissari in conflitto di interessi.

Le richieste consegnate alla Prefettura di Bari

La mobilitazione di Bari rientra in una protesta nazionale che ha coinvolto anche Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia, Campobasso e Potenza.

Coldiretti chiede l’applicazione della legge contro le pratiche sleali, a partire dal divieto di vendita sotto i costi di produzione. Per il settore cerealicolo viene sollecitato anche uno stanziamento di 40 milioni di euro per ridurre le spese dei produttori impegnati nei contratti di filiera.

La richiesta degli agricoltori è quella di un intervento rapido per difendere il valore delle produzioni italiane, garantire maggiore trasparenza al consumatore e impedire che le importazioni opache condizionino il mercato interno. La partita, per Coldiretti, riguarda il reddito delle imprese agricole e la credibilità dell’intera filiera agroalimentare.

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