AttualitàEconomiaPuglia

Frutta e verdura sempre più care in Puglia: rincari del 20% e rischio speculazioni

Pubblicità

Il caro carburante e la protesta dei camionisti rallentano le consegne di frutta e verdura. Il Codacons segnala rincari del 20% e prepara controlli sui prezzi.

BARI, 23 ottobre 2026 – Un chilo di pomodori può arrivare a costare 10 euro. Succede in alcuni negozi e supermercati della Puglia, dove fare la spesa sta diventando sempre più caro. A pesare sui prezzi sono anche il costo del carburante e la protesta degli autotrasportatori, che da giorni rende difficili le consegne di frutta e verdura.

Non sono soltanto i pomodori a costare di più. In alcuni punti vendita le zucchine hanno superato i 3 euro al chilo e le banane i 2,50 euro. Secondo il Codacons, per prodotti come pomodori, patate e zucchine sono stati rilevati aumenti intorno al 20%.

I camion si fermano e i prezzi salgono

Il problema parte dalle strade. I camionisti protestano contro il caro gasolio e il trasporto delle merci ha subito forti rallentamenti.

Le conseguenze arrivano fino ai supermercati. Frutta e verdura devono essere consegnate frequentemente perché si deteriorano in pochi giorni. Quando i camion restano fermi, i prodotti arrivano in ritardo e alcuni negozi rischiano di trovarsi con meno merce da vendere.

Ma c’è anche un altro problema. Secondo Coldiretti Puglia, molte aziende agricole hanno i magazzini pieni di prodotti che non riescono a partire. Alcuni camion carichi di alimenti deperibili sono rimasti bloccati, con il rischio che la merce finisca buttata.

Nei campi la verdura rischia di marcire, nei negozi costa di più

È questa la contraddizione più evidente della crisi. Da una parte ci sono gli agricoltori che non riescono a vendere i propri prodotti. Dall’altra ci sono le famiglie che trovano frutta e verdura a prezzi sempre più alti.

Anche produrre costa di più. Coldiretti segnala che il prezzo del gasolio agricolo è passato da 85 centesimi a 1,62 euro al litro rispetto ai mesi precedenti. Per lavorare un terreno di 11 ettari, un agricoltore deve spendere circa 600 euro in più rispetto a febbraio.

Il rincaro del carburante, però, non spiega tutto. Secondo le rilevazioni della Borsa della Spesa di BMTI e Italmercati, già a metà ottobre alcune varietà di pomodori avevano raggiunto prezzi elevati all’ingrosso, anche a causa del caldo estivo che ha danneggiato le coltivazioni.

Il Codacons vuole controllare i prezzi

A preoccupare le associazioni dei consumatori è la possibilità che qualcuno approfitti della situazione per aumentare i prezzi più del necessario.

Il Codacons di Bari ha annunciato un monitoraggio nei negozi tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Se dovessero emergere possibili speculazioni, l’associazione è pronta a rivolgersi all’Antitrust.

Al momento, però, non ci sono elementi sufficienti per affermare che i rincari siano frutto di comportamenti illeciti. Saranno i controlli a chiarire se gli aumenti siano giustificati.

Cosa possono fare le famiglie per spendere meno

In attesa che la situazione migliori, confrontare i prezzi tra negozi e mercati può aiutare a contenere la spesa.

Non tutta la verdura, infatti, sta aumentando allo stesso modo. Le rilevazioni nazionali del 16 ottobre mostravano, per esempio, prezzi all’ingrosso delle zucchine inferiori del 20% rispetto all’anno precedente, nonostante i rincari registrati in alcuni negozi pugliesi.

Per le famiglie il problema resta concreto: con lo stesso budget si rischia di portare a casa meno prodotti. E finché le consegne non torneranno regolari, rimane difficile prevedere quando i prezzi si stabilizzeranno.

La prossima verifica sarà capire se, con la ripresa dei trasporti, anche i prezzi sugli scaffali torneranno a scendere.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio