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Affitti brevi in Puglia, approvata la nuova legge: 40 Comuni potranno introdurre limiti

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Il Consiglio regionale dà ai sindaci nuovi strumenti per regolamentare le locazioni turistiche. Le restrizioni non saranno automatiche e non riguarderanno chi affitta la propria abitazione principale. Ecco cosa cambia per proprietari, operatori e residenti.

La Puglia cambia le regole sugli affitti brevi. Il Consiglio regionale ha approvato una legge che consente ai Comuni ad alta intensità turistica e ai capoluoghi di provincia di introdurre limiti alle locazioni turistiche, con l’obiettivo di tutelare la disponibilità di abitazioni per i residenti.

La novità più importante è che non scatterà un divieto generalizzato. Saranno i singoli Comuni a decidere se intervenire, in quali zone e con quali criteri.

La misura interessa potenzialmente 40 Comuni pugliesi, tra località balneari, centri storici e città capoluogo.

Quali Comuni potranno limitare gli affitti brevi

La legge individua 34 Comuni classificati ad alta intensità turistica, ai quali si aggiungono sei capoluoghi non già compresi nell’elenco.

Tra le località interessate figurano Alberobello, Polignano a Mare, Monopoli, Ostuni, Vieste, Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo e le Isole Tremiti.

Sono coinvolti anche Bari, Lecce, Brindisi, Taranto, Foggia, Barletta, Andria e Trani.

Non tutti i 40 Comuni dovranno necessariamente introdurre restrizioni. La legge attribuisce loro una facoltà, che potrà essere esercitata attraverso specifici regolamenti comunali.

Un aspetto importante riguarda i centri esclusi dall’elenco: per esempio, Martina Franca non compare tra i Comuni ai quali la nuova disposizione attribuisce questo particolare potere regolamentare.

Cosa potranno decidere i sindaci

Le amministrazioni interessate potranno individuare zone nelle quali applicare criteri specifici alle locazioni turistiche, sia imprenditoriali sia non imprenditoriali.

I regolamenti potranno intervenire sul rapporto tra superficie degli immobili e numero degli ospiti, sui requisiti di accessibilità, sulle condizioni igienico-sanitarie e sugli standard qualitativi degli alloggi.

Le decisioni dovranno considerare anche il numero di posti letto turistici rispetto alla popolazione residente e l’impatto delle locazioni sulla disponibilità di case a prezzi accessibili.

Per le attività già esistenti sono previste disposizioni transitorie, in modo da consentire un’applicazione graduale delle eventuali nuove limitazioni.

Chi affitta la casa in cui vive sarà escluso dai limiti

La legge introduce una distinzione rilevante tra chi destina un immobile alle locazioni turistiche e chi affitta la propria abitazione principale.

Chi affitta la casa in cui vive non sarà soggetto ai nuovi limiti comunali previsti dalla legge.

Secondo i dati di ARET Pugliapromozione relativi a settembre 2026, l’87,13% delle locazioni turistiche pugliesi è gestito in forma non imprenditoriale. La stessa categoria rappresenta l’85,38% dei posti letto.

Questo dato, però, non significa che tutte queste attività saranno esentate. L’esclusione riguarda l’abitazione principale, non indistintamente tutte le locazioni non imprenditoriali.

SCIA, CIA e comunicazioni: gli obblighi previsti

Il provvedimento disciplina anche le procedure amministrative.

Chi esercita l’attività in forma imprenditoriale dovrà presentare una SCIA, mentre per l’attività non imprenditoriale è prevista una CIA.

Entrambe le pratiche devono essere trasmesse telematicamente al SUAP del Comune nel quale si trova l’immobile.

Le variazioni e le sospensioni dell’attività dovranno essere comunicate entro 15 giorni, mentre per la cessazione il termine previsto è di 30 giorni.

Restano inoltre previsti il Codice identificativo regionale (CIR) e gli obblighi nazionali relativi al Codice identificativo nazionale (CIN).

Decaro: «Il turismo non può diventare un nemico delle comunità»

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha spiegato che la legge intende rispondere alle difficoltà abitative di studenti, giovani coppie, famiglie e residenti nei centri storici.

Secondo Decaro, l’obiettivo non è penalizzare il settore turistico, ma favorire un equilibrio tra accoglienza e diritto all’abitare.

La Regione punta anche a incentivare lo sviluppo turistico nei territori meno conosciuti, evitando un’eccessiva concentrazione nelle destinazioni più frequentate.

Cosa cambia adesso per proprietari e residenti

Il passaggio decisivo sarà quello comunale.

L’approvazione della legge regionale non significa che da domani saranno vietati nuovi affitti brevi nei centri storici o nelle località turistiche.

Per conoscere le effettive restrizioni bisognerà attendere gli eventuali regolamenti dei Comuni interessati.

Resta inoltre da verificare quanto queste misure incideranno concretamente sul mercato delle abitazioni: la possibilità di limitare le locazioni turistiche non garantisce, da sola, una riduzione dei canoni d’affitto.

La vera partita si sposta dunque dalla Regione ai municipi: saranno le amministrazioni locali a decidere come utilizzare i nuovi poteri e a dover motivare le scelte sulla base delle condizioni del proprio territorio.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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