Dai campi ai supermercati, la crisi del carburante mette in difficoltà la Puglia

Dalle prime ore del 20 ottobre agricoltori e autotrasportatori manifestano nel Barese contro l’aumento dei costi. La mobilitazione riaccende l’attenzione sui prezzi dei prodotti alimentari e sulle difficoltà delle imprese agricole.
BARI, 20 ottobre 2026 – La protesta contro il caro carburante in Puglia non riguarda più soltanto agricoltori e autotrasportatori. I suoi effetti arrivano nei supermercati, dove nel Foggiano vengono segnalati scaffali vuoti e difficoltà nei rifornimenti. Intanto, questa mattina, decine di trattori e tir sono scesi in strada a Bitonto, nel Barese, per chiedere interventi concreti contro l’aumento dei costi.
Una mobilitazione che attraversa la regione e pone una questione sempre più urgente: cosa accade quando i prodotti agricoli sono disponibili, ma non riescono a raggiungere i punti vendita?
Trattori e tir attraversano Bitonto: la protesta arriva al Comune
Il corteo è partito nella mattinata di martedì 20 ottobre dalla zona della provinciale 231, all’incrocio con via Palombaio.
Agricoltori e autotrasportatori hanno esposto cartelli e striscioni contro il caro carburante, l’aumento delle spese di produzione e le difficoltà economiche che interessano le imprese.
Tra gli slogan compare un appello diretto alle istituzioni: «Volevate i giovani agricoltori? Ora ascoltateci».
I manifestanti chiedono risposte sul costo del gasolio, sulla riduzione dei margini economici e sulla tutela delle produzioni locali dalla concorrenza ritenuta sleale.
Secondo il programma comunicato dal Comune di Bitonto, il corteo raggiunge Palazzo Gentile, dove è previsto un presidio e il ricevimento di una delegazione da parte del sindaco Francesco Paolo Ricci.
La manifestazione comporta possibili rallentamenti alla circolazione nelle strade interessate.
Foggia, scaffali vuoti e prodotti difficili da trovare
Le conseguenze della mobilitazione sono già state segnalate in provincia di Foggia.
Le cronache locali del 19 ottobre documentano difficoltà negli approvvigionamenti di alcuni supermercati, con scaffali semivuoti e prodotti alimentari non sempre disponibili.
Tra i generi segnalati figurano latte, pasta, panna da cucina e prodotti freschi. Le difficoltà interessano Foggia e diversi centri della provincia, dove i rallentamenti delle consegne stanno incidendo sulla distribuzione commerciale.
Questo non significa che tutti i supermercati pugliesi siano in difficoltà o che sia in corso una carenza generalizzata di alimenti. Le segnalazioni riguardano specifiche aree e punti vendita, mentre resta da quantificare l’estensione effettiva del fenomeno.
Il problema, tuttavia, non è soltanto commerciale. Se i trasporti rallentano, anche le aziende agricole rischiano di accumulare prodotti che devono essere consegnati rapidamente.
Coldiretti Puglia: prodotti bloccati, rischio sprechi e rincari
A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che il 19 ottobre ha denunciato il rallentamento delle consegne agroalimentari e le difficoltà delle piattaforme logistiche della grande distribuzione.
Secondo l’organizzazione, nelle celle frigorifere delle aziende agricole si stanno accumulando ortaggi, frutta e funghi che non riescono a raggiungere regolarmente i mercati.
Il rischio maggiore riguarda i prodotti deperibili: se i tempi di trasporto si allungano eccessivamente, parte della merce potrebbe deteriorarsi prima della vendita.
Coldiretti sottolinea inoltre che l’85% delle merci destinate agli scaffali viaggia su strada. Una dipendenza che rende la distribuzione particolarmente esposta alle interruzioni dell’autotrasporto.
L’organizzazione segnala anche un aggravio di circa 600 euro, rispetto a febbraio, per le operazioni di aratura di un campo di 11 ettari, secondo la propria stima.
Il rischio di ulteriori rincari alimentari è concreto come possibilità economica, ma non risulta ancora documentato un aumento generalizzato dei prezzi direttamente attribuibile a questa fase della protesta.
Dai campi alla spesa: il problema riguarda tutta la Puglia
Il collegamento tra campi, trasporti e supermercati è il punto centrale della crisi.
Quando aumentano contemporaneamente i costi per produrre e quelli per trasportare, la pressione economica coinvolge più soggetti: aziende agricole, imprese di autotrasporto, distributori e consumatori.
C’è anche un’apparente contraddizione: da una parte prodotti agricoli che rischiano di non essere consegnati, dall’altra cittadini che faticano a trovare alcuni alimenti sugli scaffali.
È una conseguenza delle difficoltà logistiche denunciate in questi giorni, non della mancanza di produzione agricola.
La protesta, inoltre, si sta estendendo territorialmente. Dopo i presidi nel Foggiano e la manifestazione di Bitonto, per mercoledì 21 ottobre è annunciata ad Andria una mobilitazione di agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori.
Le risposte attese e le domande ancora aperte
La giornata di Bitonto rappresenta un nuovo passaggio della mobilitazione, ma le questioni decisive restano irrisolte.
Non è ancora chiaro quali interventi immediati possano ridurre il costo del carburante per le imprese interessate, quando le consegne potranno tornare regolari e quale sia la quantità di prodotti agricoli effettivamente a rischio deterioramento.
Occorrerà inoltre verificare l’esito dell’incontro previsto tra i manifestanti e l’amministrazione comunale di Bitonto.
Per i cittadini il primo segnale da osservare sarà il ritorno alla normalità dei rifornimenti. Per le aziende agricole, invece, la priorità è poter consegnare e vendere le produzioni prima che vadano perse.
Il nodo non è più soltanto quanto costa produrre e trasportare il cibo, ma se quel cibo riesce ad arrivare in tempo sulle tavole dei pugliesi.

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