Il campo di regata dei Giochi già in difficoltà: galleggianti sugli scogli nel Mar Piccolo

L’impianto era stato progettato come struttura permanente per canoa e canottaggio. A poco più di un mese dalla fine dei Giochi emergono i primi problemi e torna la domanda sull’eredità delle opere.
TARANTO, 7 ottobre 2026 – A poco più di un mese dalla fine dei Giochi del Mediterraneo, il campo di regata nel Mar Piccolo mostra già i primi problemi.
Alcuni galleggianti che delimitavano l’impianto si sono sganciati. Il vento e il movimento del mare li hanno spinti verso la riva e sugli scogli, nella zona davanti a Parco Cimino.
La situazione apre una domanda precisa: chi sta garantendo oggi la manutenzione e il controllo del campo di regata?
Il campo doveva restare anche dopo i Giochi
Il punto più importante riguarda la natura stessa dell’opera.
La documentazione ufficiale del Commissario straordinario per i Giochi descrive il campo come un impianto permanente per canoa e canottaggio. Non si trattava quindi di una struttura destinata a sparire dopo le gare.
Il progetto comprende corsie, sistemi galleggianti, ancoraggi e altre attrezzature tecniche. I lavori risultavano conclusi il 10 agosto 2026.
Anche il Comune di Taranto aveva presentato il Centro nautico come un’opera capace di offrire opportunità alla città oltre i giorni della manifestazione sportiva.
Proprio per questo i problemi emersi oggi assumono un peso diverso.
Non si tratta soltanto di alcuni galleggianti finiti sugli scogli. Il vero tema riguarda il futuro di un’infrastruttura costruita per restare e per continuare a servire il territorio.
Ora serve chiarezza sulla gestione
Dopo la fine dei Giochi si apre quindi la partita più difficile: quella della gestione ordinaria.
Occorre capire chi deve controllare il campo, chi deve intervenire sugli ancoraggi e quali lavori siano previsti per evitare nuovi distacchi.
Secondo quanto riportato da Telenorba, un circolo velico tarantino avrebbe anche manifestato la disponibilità a occuparsi della rimozione, del trasporto e del ricovero delle strutture galleggianti.
Su questo punto, però, al momento manca una conferma ufficiale pubblica.
Resta quindi una questione centrale: quale futuro avrà il campo di regata del Mar Piccolo?
I Giochi sono terminati. Ora l’eredità di Taranto 2026 si misura anche nella capacità di conservare e utilizzare le opere realizzate per l’evento.

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