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Mille lavoratori e 130 milioni di false fatture: “Mani d’Oro” arriva a Taranto e Lecce

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L’inchiesta della Guardia di Finanza di Ravenna si estende a nove province. Nel mirino un sistema che avrebbe movimentato 130 milioni di euro di false fatture e trasferito oltre 80 milioni all’estero.

TARANTO-LECCE, 6 ottobre 2026 – Anche le province di Taranto e Lecce rientrano nell’operazione “Mani d’Oro” della Guardia di Finanza di Ravenna. L’inchiesta riguarda un presunto sistema di somministrazione illecita di manodopera, reati tributari e riciclaggio.

Gli investigatori hanno eseguito oltre 40 perquisizioni in nove province italiane. La Procura di Ravenna ha inoltre disposto sequestri fino a 37 milioni di euro.

L’indagine coinvolge 22 persone, tra cui due professionisti. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, il sistema avrebbe interessato circa mille lavoratori del settore delle costruzioni meccaniche.

Perquisizioni anche a Taranto e Lecce

Le perquisizioni hanno interessato Ravenna, Rimini, Cesena, Napoli, Caserta, Bergamo, Padova, Taranto e Lecce.

Al momento, però, non risultano pubblici i comuni pugliesi coinvolti, né il numero di persone o imprese interessate nelle due province.

Il presunto sistema

Secondo gli investigatori, alcune società avrebbero funzionato come veri e propri serbatoi di manodopera. Le imprese operative avrebbero così utilizzato lavoratori senza sostenere tutti gli obblighi previsti dai normali rapporti di lavoro.

L’inchiesta avrebbe inoltre individuato 155 società cartiere. Queste avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 130 milioni di euro.

Gli investigatori contestano anche il trasferimento all’estero di oltre 80 milioni di euro in circa due anni e l’utilizzo di 11 milioni di crediti fiscali ritenuti fittizi.

Contanti, smartphone e beni di lusso

Durante le perquisizioni la Guardia di Finanza ha trovato anche un presunto “ufficio finanziario” con server, computer, una macchina conta-banconote e oltre cento smartphone.

Sono emersi inoltre circa 250mila euro in contanti, gioielli, orologi di lusso, immobili e automobili.

Cosa resta da chiarire in Puglia

Per Taranto e Lecce manca ancora il dettaglio più importante: quali soggetti e quali imprese siano direttamente interessati dalle perquisizioni.

È questo l’aspetto che può chiarire il reale peso della Puglia nell’inchiesta e distinguere una semplice diramazione operativa da un coinvolgimento più rilevante.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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