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Castagne pugliesi, raccolto quasi azzerato: sul Gargano crollo oltre il 90%

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Siccità, temperature elevate e fitopatie hanno compromesso la stagione. Ma i dati forestali regionali mostrano che il cuore dei castagneti pugliesi è soprattutto sul Gargano: quasi 700 ettari complessivi in regione.

La raccolta delle castagne in Puglia vive una delle stagioni più difficili degli ultimi anni.

Coldiretti Puglia stima un crollo superiore al 90% nelle aree vocate del Gargano. La prolungata carenza d’acqua avrebbe impedito a molti ricci di svilupparsi e di portare a maturazione i frutti.

Il dato è pesantissimo. Al momento, però, resta riferito al monitoraggio dell’organizzazione agricola. Non risulta ancora una rilevazione statistica pubblica definitiva sulla produzione regionale 2026.

Il problema riguarda un patrimonio molto circoscritto e quindi particolarmente vulnerabile.

I dati forestali della Regione Puglia censiscono 699,49 ettari di boschi di castagno. La maggior parte si concentra sul promontorio del Gargano, nell’area della Foresta Umbra. Solo piccoli lembi si trovano sull’Appennino Dauno.

Siccità e caldo: ricci piccoli e pochi frutti

Secondo Coldiretti Puglia, nei castagneti colpiti gli effetti della stagione si vedono direttamente sulle piante.

I ricci sono rimasti piccoli. Lo sviluppo vegetativo ha subito forti rallentamenti. Anche la quantità di frutti si è ridotta drasticamente.

L’organizzazione indica nella siccità prolungata e nelle alte temperature le principali cause della crisi. Le piante, già indebolite dalle fitopatie, hanno così subito uno stress ancora maggiore.

Il cinipide continua a colpire i castagneti

Alla difficoltà climatica si aggiunge il cinipide galligeno del castagno, Dryocosmus kuriphilus.

L’insetto, originario dell’Asia, provoca la formazione di galle sui germogli. Può compromettere anche infiorescenze e sviluppo della pianta.

Non è un problema nuovo.

Il CREA ricorda che il cinipide comparve in Italia all’inizio degli anni Duemila. Da allora ha causato danni sia alla produzione dei frutti sia all’accrescimento del legno.

Nel 2011 il problema portò anche all’istituzione di un tavolo tecnico nazionale dedicato alla castanicoltura.

Quasi 700 ettari: dove sono davvero i castagneti pugliesi

Nel comunicato Coldiretti vengono citati Vico del Gargano, Carpino, Ischitella e Cagnano Varano. Si fa inoltre riferimento alla Murgia e ad alcune zone del Salento.

Su questo punto, però, serve prudenza.

La documentazione forestale della Regione Puglia fotografa una realtà molto più concentrata. I boschi di castagno pugliesi coprono 699,49 ettari e si trovano soprattutto sul Gargano, nell’area della Foresta Umbra.

Nell’Appennino Dauno risultano invece soltanto piccoli lembi.

Per questo motivo, il crollo superiore al 90% va riferito con maggiore cautela alle aree castanicole monitorate. In particolare, il dato appare legato soprattutto al Gargano.

Non è corretto estenderlo automaticamente all’intera superficie regionale senza ulteriori rilevazioni.

Una crisi che va oltre il raccolto 2026

Per Coldiretti, il problema non termina con le castagne che mancheranno quest’autunno.

La scarsità d’acqua, le temperature elevate e le fitopatie rischiano di indebolire ancora di più una coltura storicamente legata alle aree interne.

A questo si aggiunge il progressivo abbandono dei territori rurali e montani.

L’organizzazione chiede quindi più monitoraggio fitosanitario, interventi di prevenzione e sostegno alle aziende.

Chiede anche una strategia capace di affrontare con maggiore efficacia gli eventi climatici estremi.

C’è infine la questione del mercato.

Con una produzione locale fortemente ridotta, Coldiretti teme un maggiore ricorso alle importazioni. Per questo chiede controlli più efficaci sull’origine delle castagne commercializzate.

Per i consumatori, il punto resta semplice: controllare la provenienza del prodotto.

Per il Gargano, invece, la domanda è più strutturale. Quanto può reggere un patrimonio di poche centinaia di ettari se annate estreme come questa dovessero diventare sempre meno eccezionali?

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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