Grano pagato meno dei costi di produzione: Coldiretti lancia l’allarme sulla crisi in Puglia

La principale regione italiana per la produzione di grano duro denuncia quotazioni inferiori ai costi di coltivazione e un aumento del 55% delle importazioni dal Canada. Coldiretti chiede interventi urgenti al Governo per tutelare i cerealicoltori.
Grano pagato sotto i costi di produzione, importazioni dal Canada in aumento del 55%
La Puglia guida la produzione italiana di grano duro, ma i cerealicoltori affrontano una crisi sempre più grave. Coldiretti Puglia chiede 40 milioni di euro per rafforzare i contratti di filiera. L’organizzazione sollecita anche più controlli sulle importazioni e misure contro le pratiche commerciali sleali.
La richiesta è arrivata durante il tavolo nazionale della filiera del grano duro convocato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
In Puglia il grano vale 27 euro al quintale
Il mercato riconosce agli agricoltori circa 27 euro al quintale. I costi di produzione raggiungono invece 35 euro al quintale.
In molti casi, le aziende spendono fino a 1.250 euro per ettaro. Pesano l’aumento dei fertilizzanti, dell’energia e delle lavorazioni agricole. Incidono anche i costi dell’irrigazione, dove necessaria.
La differenza tra prezzo di vendita e costi mette in difficoltà molte imprese. Gli agricoltori non riescono a coprire le spese sostenute durante la coltivazione.
Importazioni dal Canada cresciute del 55%
Le importazioni aggravano la situazione. Secondo l’analisi di Coldiretti su dati Eurostat, a maggio gli arrivi di grano duro canadese sono aumentati del 55% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
L’aumento segue il forte incremento registrato ad aprile. Le importazioni arrivano soprattutto durante la campagna di raccolta italiana. Questa coincidenza esercita una pressione al ribasso sulle quotazioni.
Coldiretti segnala anche una differenza nelle regole di produzione. In Canada si può usare il glifosato prima della raccolta. Gli agricoltori europei non possono adottare questa pratica.
Questa disparità crea una concorrenza non equilibrata tra prodotto italiano e prodotto estero.
Più controlli sull’origine del grano
Coldiretti Puglia chiede strumenti più efficaci per verificare la provenienza del prodotto. Tra le tecnologie indicate figurano la risonanza magnetica, la mappatura isotopica e l’analisi genomica.
Questi sistemi possono aiutare a certificare l’origine del grano. Possono anche contrastare la vendita di prodotto estero presentato come italiano.
L’organizzazione chiede inoltre maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi. Per questo propone di rendere obbligatorio il riferimento alla Commissione Unica Nazionale.
Secondo Coldiretti, i listini alternativi possono creare confusione e alterare il mercato.
Stop agli acquisti sotto i costi di produzione
Tra le richieste compare anche una stretta sulle pratiche commerciali sleali. Coldiretti chiede controlli sugli acquisti effettuati a prezzi inferiori ai costi di produzione.
Un prezzo troppo basso scarica il peso della crisi sugli agricoltori. A lungo termine, questa situazione può indebolire tutta la filiera cerealicola italiana.
Un piano per modernizzare gli stoccaggi
Coldiretti chiede anche un piano straordinario per la rete degli stoccaggi. Molte strutture risultano vecchie e poco efficienti.
Gli agricoltori spesso devono vendere il raccolto subito. Lo fanno proprio quando l’offerta sul mercato è più alta e i prezzi scendono.
Maggiore capacità di stoccaggio permetterebbe alle aziende di conservare il grano. I produttori potrebbero così scegliere un momento più favorevole per la vendita.
Ricerca, irrigazione e logistica
Le proposte riguardano anche la logistica cerealicola. Coldiretti chiede nuovi investimenti nei trasporti e nella gestione dei prodotti.
L’organizzazione propone inoltre di sostenere la ricerca sulle nuove varietà di grano duro. Tra le priorità rientrano anche le Tecniche di Evoluzione Assistita.
Servono infine sistemi irrigui più moderni e un piano nazionale per gli invasi. Questi interventi possono ridurre gli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici.
Il grano duro resta uno dei pilastri dell’agricoltura pugliese. La tutela del reddito degli agricoltori rappresenta quindi una priorità per l’intera filiera.
IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.














