Uccelli, gatti randagi, cani e fauna selvatica soffrono il caldo estremo tra sete, disattenzione e pochi interventi concreti.
C’è una Puglia che non compare nei bollettini meteo e che raramente trova spazio nelle cronache quotidiane. È la Puglia degli animali che in questi giorni affrontano il caldo senza ripari, senza acqua e senza la possibilità di chiedere aiuto.
Basta camminare lungo una strada, attraversare una piazza o percorrere una periferia nelle ore più calde della giornata per accorgersi che qualcosa sta accadendo. Ai bordi dei marciapiedi, sotto gli alberi o nei parcheggi assolati si trovano piccoli uccelli senza vita. Passeri, tortore, merli, rondoni. Presenze abituali dei nostri cieli che improvvisamente diventano il simbolo di una sofferenza silenziosa.
Basterebbe mettere una ciotola d’acqua sui balconi o davanti alle proprie case di campagna

Gli uccelli sono soltanto la parte più visibile del problema.
Nelle città pugliesi i gatti randagi cercano rifugio sotto le automobili o negli angoli d’ombra lasciati dal cemento. Nelle campagne gli animali selvatici devono percorrere distanze sempre maggiori per trovare acqua. I cani senza proprietario affrontano giornate interminabili sotto un sole che non concede tregua.
Per tutti loro la differenza tra una giornata normale e una giornata di sopravvivenza può essere una semplice ciotola d’acqua.
Quando trovare acqua diventa una sfida
Noi possiamo entrare in casa, aprire il frigorifero o acquistare una bottiglia al supermercato. Gli animali dipendono esclusivamente da ciò che trovano nell’ambiente che li circonda.
Quando il caldo aumenta e le risorse diminuiscono, la loro fragilità diventa evidente. Le poche fonti d’acqua disponibili si prosciugano rapidamente, l’asfalto accumula calore e le ore centrali della giornata diventano un ostacolo difficile da superare.
Per molti animali ogni giorno si trasforma in una ricerca continua di ombra, ristoro e sopravvivenza.
Un’emergenza che resta ai margini
Eppure questa emergenza continua a passare quasi inosservata.
Si parla giustamente di cambiamenti climatici, di temperature record, di siccità e di emergenza sanitaria. Molto meno si parla delle conseguenze che questi fenomeni hanno sugli animali che condividono con noi il territorio.
Una realtà che dovrebbe interrogare tutti, perché la tutela dell’ambiente non riguarda soltanto il paesaggio o gli alberi. Riguarda anche gli esseri viventi che fanno parte di quell’ambiente.
Più attenzione da parte di tutti
Per questo sorprende la scarsa attenzione riservata al fenomeno.
Servirebbe una maggiore sensibilizzazione, una presenza più forte da parte del mondo ambientalista e animalista e una riflessione più ampia da parte di chi ha responsabilità nella gestione e nella tutela del territorio.
Molti volontari svolgono ogni giorno un lavoro prezioso e spesso invisibile. Ma di fronte a un fenomeno che appare sempre più evidente sarebbe auspicabile una mobilitazione più ampia, capace di coinvolgere cittadini, associazioni e istituzioni.
Non per alimentare polemiche, ma perché il problema esiste ed è sotto gli occhi di tutti.
L’appello ai cittadini: una ciotola d’acqua può salvare una vita
Nel frattempo, però, la risposta più immediata può partire dai cittadini.
L’appello è semplice. Lasciate una ciotola d’acqua fresca sul balcone, sul terrazzo, davanti al portone di casa, in un cortile o in un giardino. Non servono grandi spazi. Anche il più piccolo dei balconi può trasformarsi in un punto di ristoro per un passero assetato, una tortora stremata dal caldo o un altro animale in difficoltà.
Se possibile si può aggiungere anche un po’ di cibo, ma la priorità assoluta è l’acqua. Pulita, fresca e possibilmente collocata all’ombra.
L’invito che rivolgiamo ai lettori di Puglia Press è di trasformare questo gesto in un’abitudine quotidiana per tutta la durata dell’estate.
Una questione di civiltà
Può sembrare un gesto insignificante. In realtà è un gesto che salva vite.
La civiltà di una comunità non si misura soltanto dalle opere che realizza o dai servizi che offre. Si misura anche dalla capacità di accorgersi dei più fragili, soprattutto quando non hanno voce per chiedere aiuto.
E oggi, in tutta la Puglia, quella voce è il silenzio di migliaia di animali che affrontano il caldo estremo nell’indifferenza generale.
Forse non possiamo cambiare il clima con una ciotola d’acqua.
Possiamo però impedire che la sete diventi una condanna per chi vive accanto a noi.
Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa























