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Bari, 18 società fittizie per incassare fondi Covid: scattano indagini e sequestri

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La Procura di Bari contesta una presunta frode legata ai finanziamenti garantiti durante la pandemia. Al centro dell’inchiesta un imprenditore di 61 anni e una rete di società ritenute fittizie.

La frode fondi Covid scoperta a Bari coinvolge 19 persone accusate a vario titolo di aver ottenuto finanziamenti pubblici attraverso documentazione ritenuta falsa. La Procura ha chiuso le indagini, mentre la Guardia di finanza ha eseguito sequestri per oltre 620mila euro e disposto un arresto domiciliare. L’inchiesta riguarda presunti illeciti commessi durante il periodo dell’emergenza sanitaria.

Frode fondi Covid: cosa contesta la Procura di Bari

La Procura di Bari ha notificato la chiusura delle indagini preliminari nei confronti di 19 persone. Le accuse comprendono malversazione ai danni dello Stato, autoriciclaggio, evasione fiscale e reati in materia di crisi d’impresa.

L’attività investigativa ha portato anche all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per oltre 620mila euro nei confronti di due indagati. Per uno di loro il giudice ha disposto gli arresti domiciliari.

Diciotto società al centro dell’inchiesta

Secondo gli investigatori, un imprenditore barese di 61 anni avrebbe costituito e gestito 18 società ritenute fittizie con il supporto di familiari e prestanome.

Le aziende sarebbero state utilizzate per emettere fatture relative a operazioni inesistenti e per presentare richieste di finanziamento garantite dallo Stato durante la pandemia.

Gli inquirenti ritengono che le domande di accesso ai fondi pubblici fossero accompagnate da documentazione non veritiera finalizzata a dimostrare requisiti che in realtà non sarebbero esistiti.

Come sarebbero stati utilizzati i fondi Covid

L’inchiesta sulla frode fondi Covid ipotizza che il denaro ottenuto attraverso i finanziamenti pubblici sia stato successivamente trasferito su conti correnti riconducibili agli indagati oppure prelevato in contanti.

Per la Procura, le somme non sarebbero state utilizzate per le finalità previste dalle misure emergenziali introdotte durante la pandemia, ma destinate a esigenze personali.

Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo i movimenti finanziari per verificare la destinazione finale delle risorse pubbliche.

I controlli sui fondi Covid dopo la pandemia

L’indagine di Bari si inserisce nel più ampio quadro dei controlli effettuati in tutta Italia sui finanziamenti concessi durante l’emergenza sanitaria.

I fondi Covid erano stati introdotti per sostenere imprese, professionisti e attività economiche colpite dalle restrizioni imposte dalla pandemia. Negli ultimi anni diverse procure hanno aperto fascicoli per verificare eventuali utilizzi irregolari delle risorse pubbliche.

Cosa accade dopo la chiusura delle indagini

La chiusura delle indagini rappresenta una fase prevista dal procedimento penale e non costituisce una condanna.

Gli indagati potranno presentare memorie difensive, chiedere di essere ascoltati dai magistrati oppure depositare documenti a sostegno della propria posizione.

L’eventuale processo dovrà accertare responsabilità e fatti contestati dall’accusa.

Redazione Pugliapress

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