Taranto calcio: una odissea che dura da 47 anni

di GUGLIELMO DE FEIS
La mancata promozione in serie D è un mix di numerosi tormenti che questa società conosce da ben 47 anni, ossia da quel 14 luglio (data storica per i francesi che pose fine alla Rivoluzione ed alla nascita della Prima Repubblica) 1979 quando Giovanni Fico cedette la maggioranza societaria a Donato Carelli dopo cinque anni di risultati tutto sommato soddisfacenti (era pur sempre serie B).
Da allora di acqua, non solo metereologicamente, ne è caduta sotto i ponti………prima stagione del nuovo corso con due miliardi (una cifra esosa all’epoca) spesi al mercato per ottenere una permanenza per il rotto della cuffia all’ultima giornata malgrado la sconfitta di Como e la decisione dell’ex patron dell’Ippodromo di farsi subito da parte per una serie di contrasti con gli altri soci lasciando la poltrona presidenziale nelle mani di Pino Dimitri (divisa poi con l’avvocato Giovanni Buonfrate, scomparso l’anno scorso a 92 anni) ed una serie anche qui di contrasti vari. La vicenda scommesse del 1981 e la retrocessione in C1 col -5 di partenza il primo punto di una parabola discendente, quindi il rischio di un secondo capitombolo all’indietro nel 1982 con un undicesimo posto finale ed uno stadio dichiarato dall’allora Giunta Cannata inagibile ed utilizzato altri due anni (cit. Mai Dire Taranto dei fratelli Gianni e Sandro Di Battista) con il duo Carrano (oggi 86enne)-Vinci in una situazione da sabbie mobili perpetue. La serie B sfumata nella corrida di Salerno il 5 giugno 1983 con la direzione discutibile di Coppetelli in una annata con stipendi non pagati ed un clima anarchico dirigenziale, quindi il biennio del cav. Luigi Pignatelli coinciso col ritorno in cadetteria ma una serie di drammi vari coincisi col primo fallimento sancito nell’aprile 1985 dal Tribunale.
Il quadriennio di Vito Fasano quindi con l’immediato ritorno in B nel 1986 ma la vicenda stadio (altro pomo della discordia per una vita) a farla da contraltare con due rinvii di altrettanti impegni azzurri per varie contingenze e la sfida contro l’Ungheria nell’aprile 1989 in una struttura ancora incompleta ed incompiuta con annessa retrocessione a giugno ed il ritorno di Donato Carelli.
Poi il 31 luglio 1993 dopo quattro stagioni di cui tre di B la cancellazione dalla mappa del calcio professionistico e la rinascita firmata dal dottor William Uzzi, uno che per amore di questi colori ha sacrificato professione e famiglia per una vita.
Ed i saliscendi continui con continui cambi dirigenziali (per dirla alla Dino Lopane, storica icona de La Gazzetta del Mezzogiorno inviato da sempre al seguito della Pelota anche se era originario di Bitonto) con altri tre fallimenti e le chiavi dell’ascensore sempre iperattive tra C e D!
Insomma ingredienti ben concreti e strutturati che fanno di questa società, prossima al centenario, una pellicola dal titolo IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO (girato in città Vecchia anche se resa impropriamente la Napoli dei vicoli).
Ora la mazzata della squalifica del campo per cinque mesi e due punti di penalizzazione! Non è la prima volta che succede, nel 1994 durante il derby col Cerignola un assistente che operava sotto la gradinata fu colpito da un coltello a lama chiusa lanciato dal settore in questione al collo (cinque mesi di sospensione con annesso girovagare per vari campi della provincia poi ridotti a tre). Poi i sassi lanciati nel derby contro il Foggia nel 1990 a ridosso di Capodanno con tre giornate di squalifica, ridotte poi a due con trasferte (casalinghe) ad Avellino e Barletta, non certo dietro l’angolo! Un bel pastrocchio che si è completato con lo scempio di Massafra arrivato addirittura in scaletta al TG1! Ed il nuovo “Iacovone” che vedrà, salvo ripescaggi, sfide contro Trani, Ostuni e via discorrendo! Senza pubblico ed in silenzio! Quest’ultimo vede anche la proprietà al momento in black out………….L’ennesima estate torrida (cit. Mai Dire Taranto) è pronta a ricominciare………….

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.























