Calcio

Renzo Ulivieri: perchè rifiutai il Taranto

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Alla vigilia di Ferragosto del 1984, con la coppa Italia alle porte, in casa rossoblù si verificò la rottura tra il cav. Pignatelli, allora presidente ed il tecnico Antonio Giammarinaro, artefice del ritorno in B.

Il trainer, oggi 94enne, ritenne l’organico a sua disposizione inadatto per la cadetteria anche se altre voci parlarono di un aumento di ingaggio non accettato dal massimo dirigente.

Nell’ordine vennero contattati Renzo Ulivieri, Dino Zoff ed il compianto Bruno Pace, tuttavia decisero, a titolo gentile e garbato ovviamente, di declinare l’offerta e la panchina fu affidata a Bruno Pinna, oggi 83enne, che era vice di Giammarinaro nella stagione precedente.

Renzo Ulivieri, oggi 85enne, dalla sua San Miniato in Toscana (è da quattro mandati Presidente dell’Assoallenatori, Direttore della scuola omonima di Coverciano ed anche legale rappresentante degli stessi tecnici nel Consiglio Federale) racconta perchè decise di non accettare la proposta dei rossoblù.

“Avevo vissuto tre stagioni consecutive alla Sampdoria, di cui due di serie A, ragion per cui volevo restare nel giro grosso anche se alla fine mi trovai due mesi dopo in serie B a Cagliari (retrocesso e ripescato dopo l’illecito del Padova). L’offerta del Taranto mi lusingava ed avrei anche, a posteriori, accettato. Ma forse doveva andare così e le strade non si sono mai incrociate”.

Nella sua carriera ha lavorato a lungo con un tarantino di adozione quale il povero Sergio Buso.

“Un caro amico ed una persona perbene. Un grosso conoscitore di calcio che ne sapeva una più del Diavolo, non a caso era definito la Treccani del pallone. Era molto legato alla vostra città e me ne parlava sempre con enorme affetto. Venni al funerale oltretutto e stetti male perchè è stato un collaboratore che mi ha dato tantissimo sia sul campo che a livello umano a Modena e Bologna”.

A Vicenza ha allenato Gilberto D’Ignazio, altro tarantino doc.

“Un ottimo ragazzo ed un valido professionista, onorato davvero di averlo avuto alle mie dipendenze. Ragazzo d’oro e di grandi qualità umane, si allenava sempre con impegno senza mai lamentarsi. Mi fa piacere che oggi abbia una scuola calcio e che insegni ai giovani”.

Le piace ancora stare nel giro?

“Non mi sento vecchio (ride di gusto) per cui mi diverto ancora tanto. Ho anche allenato qui vicino a Pontedera la squadra femminile (presidente era la figlia Valentina, oggi 27enne, laureata in Scienze Politiche, nata dal suo secondo matrimonio) con i miei appunti scritti a penna che tuttora conservo gelosamente. Amo il campo da sempre, mi piacerebbe un giorno comprarne uno tutto mio”.

Un campo di calcio?

“Si certo. Perchè io senza campo non vivo! E’ la mia vita e voglio starci ancora!”

Impareggiabile ed unico Renzo Ulivieri da San Miniato (Pisa), anche se il caro Sergio che lo conosceva benissimo sapeva altrettanto la sua ironia toscanaccia doc. 

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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