Quattro tartarughe liberate e altre cinque salvate nel Salento: il mare lancia un nuovo allarme

A Castro Marina quattro esemplari di Caretta caretta sono tornati in mare durante l’Italian Turtle Day. Nelle ore successive altri cinque animali feriti o in difficoltà sono stati recuperati lungo le coste salentine.
A Castro Marina, nel Leccese, quattro tartarughe marine Caretta caretta sono tornate in mare nella Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine. Poche ore dopo, però, il Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera è intervenuto per soccorrere altri cinque esemplari trovati in difficoltà tra Porto Cesareo, Otranto, San Cataldo e Santa Caterina.

Il doppio episodio racconta con chiarezza la situazione del Mediterraneo: da una parte il lavoro di recupero e riabilitazione che restituisce gli animali al loro habitat naturale, dall’altra le minacce che continuano a mettere a rischio una delle specie simbolo del mare.
Quattro tartarughe marine liberate a Castro Marina
L’evento si è svolto nell’ambito dell’Italian Turtle Day promosso da Plastic Free Onlus. A tornare in libertà sono stati Leo, Ale, Filippo e Mia, quattro esemplari di Caretta caretta curati dal Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera.
Alcuni degli animali erano arrivati al centro dopo aver ingerito ami da pesca o frammenti di plastica. Grazie alle cure ricevute hanno potuto riprendere il mare davanti a cittadini, volontari e istituzioni.
L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione del CIHEAM Bari – sede di Tricase, di Mondo Marevivo Castro e di Plastic Free, con il patrocinio dell’Università del Salento, della Provincia di Lecce e del Comune di Castro.
Cinque nuovi recuperi lungo le coste del Salento
La giornata di festa è stata seguita da una nuova emergenza.
Il Centro di Calimera è stato infatti chiamato a intervenire per il recupero di cinque tartarughe marine trovate in condizioni critiche lungo la costa salentina.
Due esemplari sono stati soccorsi a Porto Cesareo. Una tartaruga subadulta è stata rinvenuta ricoperta di balani e incapace di nuotare correttamente, mentre un secondo animale era rimasto intrappolato in una rete da pesca.
Un’altra Caretta caretta è stata recuperata a San Cataldo dopo una cattura accidentale.
A Santa Caterina una tartaruga presentava una rete stretta attorno a una pinna che ne limitava i movimenti.
L’esemplare più giovane mostrava invece un trauma al carapace compatibile con l’impatto di un’imbarcazione e difficoltà di galleggiamento.
Tutti gli animali sono stati recuperati dal biologo Nicolò Molle e trasferiti presso il Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera per gli accertamenti sanitari e il percorso di riabilitazione.
Plastic Free: “Serve cambiare le nostre abitudini”
“Quello che è accaduto in queste ore dimostra perché la sensibilizzazione è fondamentale”, ha dichiarato Rosapia Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus.
“Abbiamo celebrato una giornata di speranza con quattro tartarughe tornate in mare a Castro e nove complessivamente liberate in Italia. Ma il recupero di altri cinque esemplari nel Salento ci ricorda che il problema resta quotidiano e molto più grande di quanto si immagini”.
Secondo Plastic Free, le principali minacce per le tartarughe marine restano l’inquinamento da plastica, le reti da pesca, gli ami, il traffico nautico e la perdita degli habitat naturali.
Le tartarughe marine sono sentinelle della salute del mare
Le Caretta caretta svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi marini e costieri. La loro presenza rappresenta uno degli indicatori più importanti dello stato di salute del Mediterraneo.
Per questo motivo ogni animale ferito racconta non solo una vicenda individuale ma segnala anche l’impatto crescente delle attività umane sul mare.
“Il nostro lavoro non può limitarsi al recupero degli animali feriti”, ha spiegato Piero Carlino, direttore del Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera.
“Una parte importante dell’impegno deve essere dedicata all’educazione ambientale e alla sensibilizzazione. Solo così possiamo ridurre il numero di tartarughe che finiscono in difficoltà”.
I numeri della tutela nel Mediterraneo
Secondo i dati ricordati dal Centro di Calimera, nel Mediterraneo muoiono ogni anno circa 50mila tartarughe marine per una sola specie.
Tutti i centri di recupero presenti nell’area riescono invece a salvarne complessivamente tra 3mila e 4mila.
Numeri che evidenziano l’importanza della prevenzione, della riduzione dei rifiuti in mare e di comportamenti più sostenibili.
Plastic Free Onlus, attiva dal 2019 nella lotta contro l’inquinamento da plastica, ha già contribuito al salvataggio di oltre 300 tartarughe marine e alla nascita di quasi 11mila piccoli esemplari lungo le coste italiane.
La Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine si conferma così non soltanto un momento di celebrazione, ma anche un richiamo concreto alla responsabilità collettiva verso la tutela del mare e della biodiversità.























