Gabriele Geretto: Il calcio impari dagli anziani

di Guglielmo De Feis
Fino a fine mese sarà ufficialmente ancora un dipendente della Cremonese come osservatore (è andato via dopo cinque anni l’ex Simone Giacchetta come direttore sportivo). Ma Gabriele Geretto, 73 anni, veneto di San Stino di Livenza e fasanese di adozione da oltre cinque lustri, bacchetta duramente questo calcio malato e si schiera a favore del ct azzurro pro tempore Silvio Baldini che parla di pallone in mano ai lestofanti.
“Ho alle spalle oltre mezzo secolo di calcio e non dico le cose a vanvera. Troppi procuratori ed altrettanti personaggi discutibili stanno rovinando questo ambiente. Basti vedere cosa sta diventando la serie C, mi sembra un campionato di comiche in ottica societaria un pò ovunque. Allora di che parliamo? Del nulla completo! E sono sicuro che nemmeno con le elezioni del presidente federale le cose avranno un seguito all’inverso”.
Cremona retrocessa in B in modo inopinato.
“Sicuramente si ma l’ambiente è sereno e sa accettare anche questi verdetti senza contestare più di tanto. Parliamo di una città comunque che vive sotto ambienti più forti come Milano, Bergamo, Como e Monza sia come società che come tessuto economico. Il che, ve lo dico testualmente, può apparire poca cosa ma non è affatto così. La cadetteria è secondo me la categoria più consona per Cremona, anche se ho avuto modo di lavorare in questi anni con persone serie e perbene”.
La prossima serie D, Taranto permettendo, parlerà molto pugliese.
“Ma noto che non stanno società forti e che possono progettare concretamente. Vivendo a Fasano noto che ad esempio non si sa quali sono i programmi futuri dopo un campionato in cui si è stati a lungo ai vertici, idem a Martina Franca per non parlare di Francavilla, Andria, Bisceglie e Brindisi. Perchè vinci i campionati, siamo d’accordo, ma poi inizia il difficile”.
Taranto come la vede?
“Non conosco l’Eccellenza, la seguo poco e niente. Ho allenato però in Campania e so bene che ambiente è, per cui è chiaro che il campo di Aversa sarà un punto minato come lo è il Gladiator.
Sono convinto che col nuovo stadio ci sarà grande entusiasmo per costruire un progetto di qualità e si sa che con niente vanno anche in diecimila”.
Silvio Baldini, ct azzurro pro tempore, parla di calcio in mano ai lestofanti.
“Mi associo a lui su tutto. Ormai troppa gente domina in modo improvvisato ed opportunista, così non va assolutamente bene. Da uomo di calcio dico che serve un repulisti completo, ma dubito che questo accadrà. E poi troppa politica a farla da padrone e questi americani ormai che dominano come padroni, ovviamente stanno quelli che lavorano bene ma altri no come il caso della storica Spal”.

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.























