Giorgio Fanti: Taranto non può finire così in basso

di Guglielmo De Feis
Ad 81 anni (ben portati ed in gran forma) conduce nella “sua” Brescia (è romano di nascita ma vive nella città lombarda da 58 anni) una vita casa-ufficio (è da anni dipendente dell’azienda di petroli prima del suocero ed oggi del cognato) e non segue più il calcio per scelta personale. Ma Giorgio Fanti, tre stagioni in rossoblù dal 1976 al 1979, ha sempre a cuore Taranto.
“Questo non è calcio, è semplicemente comica allo stato puro! Gol annullati per centimetri di fuorigioco dal Var che ritengo uno strumento ridicolo ed assurdo, risse, tensioni, arbitri insultati dai giocatori stessi, ormai nemmeno vedo più le partite in televisione. Ai miei tempi se osavi dire mezza parola ad un direttore di gara eri subito ammonito! Od espulso! Oggi invece si agisce come se niente fosse, ma poi un’altra cosa che non concepisco è questa follia legata alla teppa! Non ho parole, mi dite che a Massafra è successo di tutto nel post partita di domenica, qui davvero si sono superati i limiti della decenza!”
Anche a Brescia il tifo però ha contestato anni fa una retrocessione in C poi purificata dal ripescaggio.
“Purtroppo è un quadro generale e comico ovunque. Ma perchè da anni ho scelto di isolarmi da questo mondo? E vi aggiungo che sono stato compagno di squadra di gente come Gigi Cagni, Claudio Berlanda, Fulvio Bussalino, il povero Beccalossi ed un campione del mondo come Spillo Altobelli con la maglia biancazzurra. Ma erano i nostri altri tempi e li rimpiango tantissimo”.
Un calcio che non la appassiona più allora?
“Assolutamente no. E non ho problemi a rimarcarlo testualmente. Ma poi tutti questi segni meno in classifica perchè le società non pagano gli stipendi, campionati falsati. E la nazionale che da tre mondiali è assente! Ma ci rendiamo conto? La maglia azzurra è un privilegio, un orgoglio!”
Eppure un ex rossoblù ha condotto il Frosinone in A. Ossia Renzo Castagnini nelle vesti di direttore sportivo.
“Ha lavorato anche qui a Brescia anni fa. E’ uno che sa il fatto suo ed ha dimostrato di saper pescare bene i talenti giusti. Ha saputo ben immedesimarsi in questo ambiente ed ovunque è andato ha ottenuto ottimi risultati. Gli faccio i miei complimenti, non è mica semplice”.
Come era diverso il suo Taranto.
“Esatto e mi dispiace che molti dell’attuale generazione non sappiano molto di allora. Perchè noi davamo tutto per la maglia rossoblù e la amavamo veramente. Ora spero che lo stadio ricostruito ridia smalto all’ambiente e si possa vedere calcio vero. Ma purtroppo risalire è sempre difficile e progettare altrettanto, è lo specchio dei tempi. Abbraccio di cuore la città e la sua gente meravigliosa”.

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.























