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Gallipoli vieta costume e torso nudo in città: multe per chi non rispetta il decoro

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Il sindaco Flavio Fasano ha firmato l’ordinanza sul decoro urbano valida fino al 30 settembre 2026. Il divieto riguarda l’intero territorio urbano e sarà controllato da polizia locale e ausiliari del traffico.

Gallipoli vieta la circolazione a torso nudo o in costume da bagno nelle zone urbane della città.
L’ordinanza, firmata dal sindaco Flavio Fasano, resterà in vigore fino al 30 settembre 2026.
Il provvedimento punta a tutelare decoro pubblico, vivibilità urbana e rispetto degli spazi condivisi durante la stagione estiva.

L’ordinanza è stata firmata nelle scorse ore dal sindaco Flavio Fasano e resterà valida fino al 30 settembre. Il provvedimento dispone il divieto assoluto di “circolare o sostare con abbigliamento che offende il pubblico decoro e la decenza urbana”.

La misura riguarda l’intero territorio urbano di Gallipoli. Non si limita quindi al centro storico, ma si estende alle aree cittadine frequentate da residenti, turisti, famiglie, attività commerciali e visitatori.

Il Comune punta a evitare che comportamenti tipici della spiaggia vengano trasferiti nelle strade, nelle piazze, davanti ai negozi o nei luoghi istituzionali. L’obiettivo è mantenere un equilibrio tra vocazione turistica e rispetto della città.

Il richiamo al decoro non è una novità per Gallipoli. La città, tra le mete più frequentate della Puglia durante l’estate, affronta ogni anno il tema della convivenza tra flussi turistici, residenti e qualità dello spazio pubblico.

Il provvedimento riguarda anche l’accesso agli uffici comunali. Negli ambienti istituzionali non sarà consentito entrare con abbigliamento ritenuto poco decoroso, come pantaloncini troppo corti o canottiere.

A vigilare sul rispetto dell’ordinanza saranno la polizia locale e gli ausiliari del traffico. Chi non rispetterà le disposizioni potrà essere sanzionato.

La scelta dell’amministrazione comunale conferma una linea chiara: Gallipoli resta una città turistica, ma non rinuncia alle regole minime di convivenza urbana.

Il messaggio è diretto soprattutto nei mesi di maggiore afflusso: mare, vacanza e libertà non escludono rispetto, decoro e attenzione verso i luoghi abitati.

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