Bari, la medicina iperbarica del San Paolo: dai sub all’ipoacusia, oltre 5mila prestazioni

Oltre 5mila prestazioni nei primi sette mesi del 2026. Il servizio dell’ospedale San Paolo di Bari interviene nelle emergenze legate alle immersioni e tratta anche intossicazioni, ferite difficili, infezioni e casi di ipoacusia improvvisa.
La Medicina iperbarica dell’ospedale San Paolo di Bari ha superato le 5mila prestazioni nei primi sette mesi del 2026. Il servizio interviene nelle emergenze legate alle immersioni, ma anche nel trattamento di intossicazioni, infezioni gravi, ferite che non guariscono e casi di ipoacusia improvvisa.
Tra gennaio e luglio sono state effettuate complessivamente 5.025 prestazioni: 4.855 in regime ambulatoriale e 170 per pazienti ricoverati. Al San Paolo vengono assistite persone provenienti dalla Puglia, ma anche dalla Basilicata e dalla Calabria.
Medicina iperbarica al San Paolo, cosa viene curato
L’Unità operativa, guidata dal dottor Luciano Calculli, si occupa innanzitutto delle patologie da decompressione, tra i rischi legati alle attività subacquee.
La camera iperbarica viene utilizzata anche in presenza di intossicazioni acute da monossido di carbonio e gangrena gassosa, oltre che per alcune infezioni dei tessuti e delle ossa e per ferite e ulcere particolarmente difficili da curare.
Un altro campo di intervento riguarda l’ipoacusia improvvisa neurosensoriale idiopatica, cioè una perdita dell’udito che compare rapidamente e senza una causa immediatamente riconoscibile. Questa indicazione ha contribuito all’aumento dell’attività clinica del servizio.
L’ossigenoterapia iperbarica prevede che il paziente respiri ossigeno ad alta concentrazione all’interno di una camera nella quale la pressione è superiore a quella atmosferica. L’aumento dell’ossigeno disponibile nel sangue può favorire l’ossigenazione dei tessuti nelle condizioni per le quali il trattamento è indicato.
Oltre 1.400 trattamenti con ossigenoterapia
Nei primi sette mesi del 2026 sono state effettuate 1.413 prestazioni di ossigenoterapia iperbarica.
Ancora più numerosi sono stati gli interventi di debridement, arrivati a 1.922. Si tratta della rimozione del tessuto danneggiato o non vitale da una ferita, necessaria in determinati casi per facilitarne la guarigione. A questi si aggiungono circa 1.500 tra medicazioni e bendaggi.
Una parte consistente dell’attività si svolge quindi al di fuori delle situazioni di emergenza. Il servizio prende in carico i pazienti candidati al trattamento iperbarico e li segue durante il percorso terapeutico, assicurando continuità nelle cure e nei controlli.
Ipoacusia improvvisa, cresce l’attività
Tra le condizioni trattate c’è anche l’ipoacusia improvvisa neurosensoriale idiopatica. In Puglia, dal 2024, l’ossigenoterapia iperbarica per questa patologia, nelle condizioni previste, può essere erogata con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale.
L’estensione di questa possibilità terapeutica ha determinato un incremento dell’attività clinica della struttura barese, aggiungendosi alle indicazioni per le quali il trattamento iperbarico era già utilizzato.
Il San Paolo al fianco dei sommozzatori
Il lavoro della Medicina iperbarica del San Paolo non riguarda soltanto i pazienti che arrivano in ospedale.
La struttura sta rafforzando anche la collaborazione con i corpi dello Stato impegnati nelle attività subacquee. È in fase di definizione una collaborazione con i sommozzatori della Polizia di Stato e con il Gruppo Subacquei dei Carabinieri, ai quali potrà essere garantita assistenza specialistica in caso di necessità durante le immersioni istituzionali.
Dall’inizio del 2026 il servizio ha già assicurato 17 pre-allerta per operazioni subacquee.
Le oltre 5mila prestazioni registrate tra gennaio e luglio fotografano così un’attività che comprende emergenze e cure programmate e che richiama al San Paolo pazienti provenienti non soltanto dalla Puglia, ma anche dalle regioni vicine.














