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West Nile, giovane donna ricoverata a Monopoli: attenzione alta con l’arrivo dell’autunno

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Un nuovo caso di West Nile è stato accertato a Monopoli. La paziente presenta una forma neuroinvasiva. Uno studio dell’Università di Bari collega le temperature elevate a un maggiore rischio nei mesi successivi.

Una giovane donna è stata ricoverata dopo aver contratto il virus West Nile a Monopoli. Il caso, accertato negli ultimi giorni di agosto, è considerato autoctono ed è quindi legato a un’infezione avvenuta sul territorio. La donna presenta una forma neuroinvasiva ed era già affetta da altre patologie.

Il nuovo caso porta nuovamente l’attenzione sulla presenza del virus West Nile in Puglia e sul ruolo delle zanzare nella sua diffusione.

Nei giorni precedenti era stato segnalato anche un altro caso legato a un’esposizione avvenuta a Giovinazzo, con una donna successivamente ricoverata ad Altamura.

West Nile a Monopoli, cosa sappiamo

Il virus West Nile viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, soprattutto del genere Culex.

Nella maggior parte delle persone l’infezione non provoca sintomi oppure causa disturbi lievi. In una piccola parte dei casi, soprattutto nelle persone anziane o più fragili, possono però comparire forme più serie che interessano il sistema nervoso.

Il caso riscontrato a Monopoli riguarda una giovane donna che presenta proprio una forma neuroinvasiva.

Lo studio dell’Università di Bari

Sul rischio di diffusione del West Nile in Puglia si concentra anche uno studio realizzato da ricercatori dell’Università di Bari e pubblicato il 28 agosto 2026 sulla rivista scientifica Viruses.

La ricerca ha analizzato i casi registrati nei comuni pugliesi nel 2023 insieme a diversi fattori, tra cui temperature, piogge, presenza di acqua, aree verdi e dati relativi agli animali.

Uno degli elementi emersi riguarda le temperature massime.

Secondo l’analisi, temperature più alte possono essere associate a un aumento del rischio di infezioni da West Nile circa due mesi dopo.

Nel periodo preso in esame dalla ricerca, il rischio maggiore si è concentrato tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, con particolare attenzione al mese di settembre.

Settembre e ottobre sotto osservazione

Il dato non significa che sia possibile prevedere con certezza quanti casi si registreranno nelle prossime settimane.

Lo studio riguarda infatti un numero limitato di infezioni registrate nel 2023 e gli stessi ricercatori invitano a interpretare i risultati con prudenza.

La ricerca offre però un’indicazione utile: le alte temperature dei mesi estivi possono creare condizioni favorevoli alla circolazione del virus anche nelle settimane successive.

Per questo settembre e l’inizio dell’autunno rappresentano un periodo da seguire con particolare attenzione.

Il monitoraggio resta importante anche perché il virus West Nile è già presente in numerose regioni italiane.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, al 27 agosto 2026 in Italia erano stati segnalati 432 casi confermati di infezione da West Nile dall’inizio della sorveglianza stagionale.

Il caso registrato a Monopoli conferma quindi la necessità di continuare a controllare la presenza del virus anche sul territorio pugliese.

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