Martina Franca ha abdicato, Locorotondo se l’è riconquistata!
La resa gentile della città di Motolese, Orlando, Caroli e Benvenuto Messia. Anche Martina Sera, dopo trent'anni ha deciso di cambiare il nome della testata
La resa gentile della città di Motolese, Orlando, Caroli e Benvenuto Messia. Anche Martina Sera, dopo trent’anni, ha deciso di cambiare il nome della testata.
C’era una volta Martina Franca, una città conosciuta ed ammirata non solo in Italia e non solo per i suoi asini. Una città che non aveva bisogno di andare altrove a cercare i propri uomini politici. Li cresceva in casa e poi li mandava a Roma.
Nel 1946 la Democrazia Cristiana raggiungeva qui il 70,3 per cento dei voti. Sette martinesi su dieci sceglievano lo Scudo Crociato. Era la Martina di Alfonso Motolese, primo sindaco della città democratica e componente dell’Assemblea Costituente. Di Alberico Motolese, sindaco per vent’anni e deputato. Di Giulio Orlando, senatore per sei legislature e ministro delle Poste e telecomunicazioni.
Di Pinuccio Caroli, sette legislature in Parlamento e sottosegretario alla Difesa. Di Franco Punzi, protagonista per anni della politica martinese e per tredici anni sindaco della città, oltre promotore della crescita culturale della città con il Festival della Valle d’Itria e… del nostro Benvenuto Messia, appartenente ad una famiglia storica di fotografi , che ha lasciato ai posteri il racconto fotografico della storia di oltre un secolo.
Benvenuto è stato anche poeta, cultore del dialetto e testimone appassionato della storia popolare della città. A questi abbiamo voluto aggiungere Don Peppe Petrelli la cui scomparsa ha cambiato la storia di Locorotondo

Martina, insomma, produceva classe dirigente,scrittori come Donato Carrisi e Mario Desiati, vincitori di Premi come il David di Donatello e Premi Strega
Poi il tempo è passato. E, come accade nelle favole più belle, un giorno si è fatto strada un piccolo vicino. Si chiama Locorotondo., non più quella di Don Peppe
Dalla DC alla sinistra
La Martina Franca di oggi è molto diversa da quella di allora. Alle Europee del 2024 il Partito Democratico (già PCI) è stato il primo partito della città con il 30,87 per cento. Alle Regionali del 2025 è arrivato addirittura al 41,79 per cento. La vecchia roccaforte democristiana è diventata così, numeri alla mano, una delle più importanti piazze della sinistra pugliese.
Ma finalmente dal 1° al 6 settembre, agli Orti del Duca, arriverà anche la consacrazione con la Festa regionale dell’Unità. Regionale, almeno nel nome. Perché a leggere gli ospiti sembra un congresso nazionale con il fior, fiore della sinistra italiana: Elly Schlein, Massimo D’Alema, Nicola Zingaretti, Roberto Speranza, Roberto Fico, Antonio Decaro, Teresa Bellanova e tanti altri esponenti del mondo progressista.

Per sei giorni la sinistra italiana avrà il proprio baricentro a Martina Franca. Ed è giusto festeggiare. Perché quella di settembre, dopo “I Sindaci ai fornelli” , sarà qualcosa di più di una Festa dell’Unità: sarà la celebrazione ufficiale della metamorfosi politica della città.
Chissà cosa ne penserebbero Motolese, Orlando, Caroli e Punzi. Da qualche parte, dall’altra parte dell’universo, potrebbero chiedersi: «Ma quella è veramente Martina Franca? Sì. È proprio lei.»
Locorotondo è cresciuta ed ha conquistato meritatamente Martina Franca….
…ad iniziare dalle gnumereddé suffuchète, boccone prelibato servito nei locali tipici della cittadina barese, mentre la bombetta martinese relegata nella piazza del mercato della frutta per promuoverla accompagnata dalla birra, sotto le baracche è non nei locali tipici di Martina Franca.

Donato Pentassuglia, assessore regionale alla Salute, uno degli uomini politicamente più forti del territorio, è nato proprio a Locorotondo, dove vive e riceve abitualmente.
Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina Franca e presidente della Provincia di Taranto. Nato a Bari, formatosi al Caramia-Gigante di Locorotondo, vive al Capitolo, contrada a 200 metri da Alberobello, a 9 km da Locorotondo e a 15 da Martina Franca (mai si è riuscito a capire perchè risulta essere territorio di Martina Franca. È una di quelle meraviglie dei confini amministrativi italiani: sei martinese per pochi metri, mentre il vicino di fronte appartiene ad un altro Comune).
Davide scopre di essere diventato grande
Poi Locorotondo ha eletto a sorpresa Vittorino Smaltino. Alla festa per la vittoria del centrosinistra c’erano anche Pentassuglia e Palmisano che hanno contribuito significatamente al suo successo . E il sindaco di Martina commentò soddisfatto: «Il campo progressista ha funzionato».
Verissimo. Ha funzionato a Locorotondo. Ha funzionato a Martina. E qui la storia comincia a diventare interessante. Bisogna riconoscere che la piccola cittadina barese è riuscita a costruire un peso politico che va ben oltre i propri confini. Non è una colpa. È un merito.
Se i politici martinesi delle ultime generazioni non sono riusciti ad avere la stessa autorevolezza dei loro predecessori, i martinesi non possono prendersela con Locorotondo. I vicini sono stati semplicemente più bravi.
Davide non ha abbattuto Golia. Golia gli ha aperto educatamente la porta.
Anche la banca parla locorotondese
E poi c’è un altro piccolo simbolo. La banca. Martina Franca dopo la debacle della Banca della Valle d’Itria ha la sua banca locale: La BCC di Locorotondo. Una banca nata nel territorio, cresciuta nel territorio e capace nel tempo di diventare un riferimento per i martinesi..
Poi è arrivato anche “l’accento locorotondese”
Alla fine restava soltanto la lingua. Ma come i Normanni che conquistarono l’Inghilterra imposero anche la loro lingua, così è avvenuto a Martina Franca.
I due “curdunnèse, Pentassuglia e Palmisano (Due cognomi che iniziano con la stessa consonante) non parlano il martinese, ma il loro dialetto locorotondese che piano, piano lo stanno diffondendo a Martina Franca. Anche questo è positivo. Si tratta di “Integrazione linguistica“
Non ci stupiremmo se un giorno negli asili martinesi, accanto all’italiano e all’inglese, comparisse qualche ora sperimentale di locorotondese (Benvenuto Messia si rigirà nella tomba). Il martinese naturalmente resterà per qualche anno, poi verra sostituito definitavamente.
Restano ancora soltanto i 21 metri di altezza

C’è infatti un ultimo problema. Martina Franca si trova a circa 431 metri sul livello del mare. Locorotondo a circa 410. Ventuno metri di differenza. Martina continua ancora a guardare Locorotondo dall’alto. E non è bello. Abbassare Martina sarebbe complicato. Molto più semplice, a questo punto, alzare Locorotondo di ventuno metri.
Una piattaforma, qualche milione di metri cubi di terra, un finanziamento regionale che Penta potrà sicuramente farsi riconoscere..
Qualcosa si troverà. Del resto, se Locorotondo è riuscita a salire così tanto politicamente, gli ultimi ventuno metri fisici dovrebbero rappresentare soltanto una formalità. Finalmente Davide e Golia potranno guardarsi negli occhi in altezza.
Anche nel calcio qualcosa si starebbe muovendo. Si starebbe pensando di cambiare il nome alla squadra di calcio del Martina in ” AS LocoMartina”.
Come anticipato nel titolo, anche Martina Sera,, la nostra testata che è stata attaccata nelle ultime ore dagli hacker (guarda la fatalità), dopo trent’anni, ha deciso di cambiare il nome che a questo punto non ha ragione di esistere.
Ma ora, tutti alla Festa dell’Unità!!!
Dall’1 al 6 settembre Martina Franca deve festeggiare. Tutti agli Orti del Duca. La città che nel dopoguerra consegnava sette voti su dieci alla Democrazia Cristiana oggi abdicherà a favore della Schlein, D’Alema, Zingaretti, Speranza, Fico, Decaro e una parte importante della sinistra italiana. Sarà una grande festa che sicuramente, oltre a bloccare il parcheggio degli orti del Duca, bloccherà anche la SS172 tra Martina e Locorotondo
In questa grande evento si preannuncia una grande sorpresa, si vocifera che Gianfranco Palmisano, oltre ad essere Sindaco di Martina Franca, a Presidente della Provincia di Taranto, potrebbe essere lanciato dalle portenti braccia della Schlein come candidato al Parlamento alle prossime politiche.
I martinesi che un tempo esportavano la propria classe dirigente ha imparato anche ad apprezzare quella cresciuta poco più in là. Non chiamiamola sconfitta. Sarebbe brutto. È una resa gentile.
Non chiamiamola conquista di Locorotondo. Meglio: integrazione della Valle d’Itria. La politica c’è. La banca pure. L’accento sta arrivando. La squadra di calcio pure. Restano soltanto quei ventuno metri d’altezza, ma siamo fiduciosi.
Complimenti Locorotondo. E soprattutto complimenti a Martina Franca, abbastanza grande da lasciare che il piccolo Davide entrasse in casa, si accomodasse in salotto e diventasse, quasi senza accorgersene, il capofamiglia.
Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa














