Ospedale Perrino, intervento ad alta complessità: asportata una massa di 13,5 chili

L’équipe di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Perrino ha rimosso una massa ovarica di dimensioni eccezionali. La paziente, arrivata al Pronto soccorso con dolori addominali e altri disturbi, è stata dimessa dopo pochi giorni in buone condizioni.
L’équipe di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Perrino ha asportato una massa ovarica di 52 centimetri di diametro e 13,5 chilogrammi di peso.
Il complesso intervento chirurgico è stato portato a termine nei giorni scorsi nell’Unità operativa complessa diretta dal dottor Massimo Stomati, con il supporto del team di Anestesiologia diretto dal dottor Massimo Calò.

La paziente si era presentata al Pronto soccorso dell’ospedale con dolori addominali e ipertensione. Dopo l’intervento è stata dimessa in buone condizioni di salute, al termine di un decorso postoperatorio regolare e senza complicanze.
I sintomi attribuiti all’età
Secondo quanto riferito dal direttore della Ginecologia e Ostetricia, negli ultimi anni la donna aveva notato un progressivo aumento di peso e un considerevole incremento delle dimensioni dell’addome.
La paziente soffriva inoltre di varici ed edemi agli arti inferiori, accompagnati da difficoltà nella deambulazione. Non aveva però sottoposto questi sintomi ad approfondimenti sanitari, ritenendoli conseguenze dell’età e dell’invecchiamento.
«La paziente affetta da questa patologia – ha spiegato il dottor Massimo Stomati – si era rivolta al Pronto soccorso dell’ospedale per dolori addominali e ipertensione. Negli ultimi anni aveva notato un aumento del peso e un notevole incremento delle dimensioni dell’addome».
Gli accertamenti hanno permesso di individuare una massa ovarica di dimensioni eccezionali: 52 centimetri di diametro e 13,5 chilogrammi di peso.
«La ragione della maggior parte delle comorbidità descritte in anamnesi – ha aggiunto Stomati – era dovuta alla presenza di un tumore ovarico dalle dimensioni davvero imponenti».
La massa comprimeva organi e grandi vasi
La difficoltà dell’intervento era legata non soltanto alle dimensioni della massa, ma anche alla pressione esercitata sui principali organi e apparati dell’addome.
La formazione comprimeva i grossi vasi venosi, l’intestino e l’apparato urinario, rendendo particolarmente delicata sia la fase chirurgica sia la gestione anestesiologica.
L’operazione è stata eseguita dall’équipe dell’Unità operativa complessa di Ginecologia e Ostetricia, in collaborazione con il personale di Anestesiologia e Rianimazione del Perrino.
Calò: «Gestione anestesiologica complessa»
«La gestione anestesiologica del caso – ha dichiarato il dottor Massimo Calò – è stata complessa e impegnativa. L’operazione presentava un elevato coefficiente di difficoltà derivante direttamente dalle enormi dimensioni della massa addominale, che rendevano la situazione molto delicata».
La parte anestesiologica dell’intervento è stata gestita dalla dottoressa Giulia Zingarelli, affiancata dall’équipe della Rianimazione dell’ospedale Perrino.
La collaborazione tra ginecologi, anestesisti e personale della Rianimazione ha permesso di completare con successo una procedura caratterizzata da un elevato livello di complessità.
Paziente dimessa in buone condizioni
Dopo l’operazione, la donna è rimasta ricoverata per il monitoraggio postoperatorio.
Il decorso clinico è stato regolare e non sono state riscontrate complicanze. La paziente è stata quindi dimessa dopo pochi giorni in buone condizioni di salute.
L’intervento conferma l’importanza di non sottovalutare sintomi persistenti come l’aumento anomalo delle dimensioni dell’addome, i dolori addominali, gli edemi e le difficoltà nella deambulazione, soprattutto quando si manifestano contemporaneamente o peggiorano nel tempo.
IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.













