Agguato mortale Foggia, arrestato un 43enne dopo mesi di indagini

La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un 43enne gravemente indiziato per un omicidio avvenuto nell’agosto 2024. Determinanti le analisi genetiche, le immagini delle telecamere e una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura.
Agguato mortale Foggia, svolta nelle indagini della Polizia di Stato. Un uomo di 43 anni è stato arrestato nella mattinata di oggi in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica. Gli investigatori ritengono che abbia avuto un ruolo nell’omicidio avvenuto nell’estate del 2024. Tra gli elementi raccolti figurano accertamenti genetici, testimonianze e immagini di videosorveglianza.
L’operazione rappresenta il risultato di una lunga e articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Foggia sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria.
Il grave episodio aveva suscitato forte preoccupazione nella comunità cittadina e generato un diffuso allarme sociale per le modalità con cui era stato commesso.
Agguato mortale Foggia, la ricostruzione dei fatti
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la vittima venne raggiunta da colpi d’arma da fuoco mentre si trovava a piedi in una zona vicina al centro cittadino.
L’autore dell’agguato avrebbe agito utilizzando una bicicletta elettrica per avvicinarsi rapidamente e per allontanarsi subito dopo l’azione.
La persona ferita venne soccorsa e trasportata in ospedale, dove morì nei giorni successivi a causa delle gravi lesioni riportate.
Fin dalle prime ore dopo il delitto, gli investigatori hanno acquisito testimonianze e raccolto immagini provenienti da numerosi sistemi di videosorveglianza presenti nell’area interessata.
Agguato mortale Foggia, decisivi telecamere e DNA
Le immagini esaminate dagli investigatori hanno consentito di seguire parte della fuga dell’autore dell’agguato.
Nel corso delle verifiche è stato recuperato un cappellino perso durante la fuga e sottoposto ad approfonditi accertamenti tecnico-scientifici.
Sul reperto sarebbero state rilevate tracce biologiche e residui riconducibili all’esplosione di colpi d’arma da fuoco.
L’analisi genetica e le successive comparazioni effettuate dagli specialisti avrebbero fornito elementi ritenuti particolarmente significativi nell’ambito dell’inchiesta.
Secondo la ricostruzione investigativa, proprio gli esiti degli accertamenti scientifici hanno contribuito a rafforzare il quadro indiziario raccolto dagli investigatori.
Agguato mortale Foggia, mesi di indagini e centinaia di verifiche
Per fare piena luce sull’accaduto la Squadra Mobile ha sviluppato una complessa attività investigativa durata diversi mesi.
Gli agenti hanno ascoltato oltre sessanta persone informate sui fatti, esaminato immagini provenienti da 218 telecamere cittadine, effettuato numerose perquisizioni e approfondito dati telefonici e altri elementi tecnici utili alle indagini.
Sono stati inoltre eseguiti accertamenti scientifici su numerosi reperti e attività di monitoraggio in alcune zone della città considerate rilevanti per la ricostruzione dell’accaduto.
Alle indagini hanno collaborato anche gli specialisti del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.
La misura cautelare e la presunzione di innocenza
Il complesso degli elementi raccolti ha portato all’emissione della misura cautelare eseguita oggi dagli investigatori.
Resta comunque fermo il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la persona sottoposta a misura cautelare non può essere considerata colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

PugliaPress
Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000
redazione@pugliapress.it
direttore@pugliapress.it























