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Mense scolastiche, in Puglia le famiglie pagano 76 euro al mese: Andria la più cara

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La IX Indagine di Cittadinanzattiva fotografa rincari del 3,4% in Puglia nell’anno scolastico 2025/2026. La mensa resta decisiva contro povertà alimentare, obesità infantile e divari educativi.

Le famiglie pugliesi hanno speso in media 76 euro al mese per la mensa scolastica di un figlio nell’anno 2025/2026.
Cittadinanzattiva rileva un aumento del 3,4% rispetto all’anno precedente, pur con costi inferiori alla media nazionale.
In Puglia solo il 27,9% degli edifici scolastici statali dispone di una mensa, ma il PNRR finanzia 205 interventi.

Il costo medio del singolo pasto nella regione è di 3,80 euro, contro i 4,30 euro dell’infanzia e i 4,40 euro della primaria registrati a livello nazionale.

Il quadro pugliese mostra differenze significative tra i capoluoghi. Barletta risulta tra le città meno care, con 3 euro a pasto, mentre Brindisi si ferma a 3,20 euro. Andria, invece, si colloca tra le città più costose d’Italia, con 5,90 euro a pasto per infanzia e primaria.

Su base annua, una famiglia pugliese spende mediamente 684 euro per il servizio mensa. Ad Andria il costo arriva a 1.062 euro, mentre a Barletta si ferma a 540 euro. Bari resta a 648 euro, Foggia a 612 euro, Lecce a 702 euro, Taranto a 720 euro e Trani a 616 euro.

La rilevazione di Cittadinanzattiva prende come riferimento una famiglia composta da due genitori e un figlio minore, con reddito lordo annuo di 44.200 euro e ISEE di 19.900 euro. Il calcolo considera 20 giorni mensili di frequenza per nove mesi.

Il tema non riguarda solo le tariffe. La mensa scolastica è uno strumento educativo, sociale e sanitario. Garantisce un pasto equilibrato, sostiene le famiglie in difficoltà, favorisce il tempo pieno e può contribuire a contrastare povertà alimentare e obesità infantile.

In Puglia, però, la presenza delle mense resta sotto la media nazionale. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito citati da Cittadinanzattiva, solo il 27,9% degli edifici scolastici statali pugliesi dispone di uno spazio mensa: 675 edifici su 2.418.

A livello nazionale la quota è del 36,5%. Il divario conferma una criticità storica soprattutto nel Mezzogiorno, dove l’assenza di locali mensa limita anche la diffusione del tempo pieno.

Il PNRR prova a ridurre questa distanza. In Italia gli interventi finanziati per costruire o mettere in sicurezza le mense scolastiche sono saliti a 1.975, di cui 926 destinati a nuove costruzioni. In Puglia i progetti finanziati sono 205, con 98 nuove mense previste.

Cittadinanzattiva propone di riconoscere la mensa scolastica come servizio pubblico essenziale, rendendola più accessibile e uniforme nei costi. L’associazione chiede anche di aumentare il Fondo contro la povertà alimentare a scuola, oggi giudicato insufficiente.

Tra le proposte figurano un piano quinquennale oltre il PNRR, un Osservatorio nazionale permanente, regole comuni per le Commissioni Mensa e programmi di educazione alimentare per ridurre sprechi e cibo spazzatura.

La sfida, per la Puglia, non è soltanto contenere le tariffe. È costruire un sistema in cui la mensa scolastica diventi parte integrante del diritto allo studio, della salute dei bambini e della qualità della scuola pubblica.

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