Bari rafforza la sicurezza digitale con l’accordo tra UniBa e Polizia

Firmato un protocollo d’intesa tra Università di Bari e Dipartimento della Pubblica Sicurezza per ricerca, formazione e contrasto ai reati informatici.
La sicurezza digitale a Bari entra in una nuova fase di collaborazione tra mondo accademico e istituzioni. L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, attraverso la Direzione Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica, hanno firmato oggi un protocollo d’intesa per rafforzare prevenzione, ricerca e formazione contro i crimini informatici.

L’accordo punta a costruire un rapporto stabile tra UniBa e Polizia di Stato su temi considerati sempre più centrali: protezione delle infrastrutture digitali, gestione degli incidenti informatici, analisi delle vulnerabilità e contrasto alle nuove forme di criminalità online.
Sicurezza digitale a Bari, cosa prevede l’intesa
Il protocollo prevede lo scambio tempestivo di informazioni su minacce, attacchi e criticità informatiche. Saranno attivati canali di comunicazione dedicati per affrontare eventuali emergenze cyber e migliorare la capacità di risposta in caso di incidenti ai sistemi universitari.
Una parte rilevante dell’accordo riguarda l’analisi degli attacchi informatici e la collaborazione operativa per tutelare reti, dati e servizi digitali. L’obiettivo è unire competenze tecniche, esperienza investigativa e ricerca scientifica per rendere più efficace la prevenzione.
Formazione, ricerca e nuove competenze
Il protocollo guarda anche alla formazione. Sono previste attività didattiche congiunte, seminari, workshop e percorsi specialistici con il coinvolgimento di personale qualificato della Polizia di Stato e docenti dell’Università di Bari.
Spazio anche a stage, tirocini, tesi di laurea e dottorato. Per studenti e ricercatori si tratta di un canale diretto verso ambiti professionali ad alta specializzazione, dalla cybersecurity alla digital forensics.
Tra i settori di ricerca indicati ci sono intelligenza artificiale, machine learning, computer vision, natural language processing e analisi avanzata dei dati. Le applicazioni riguarderanno anche l’individuazione dei deepfake, il contrasto alle truffe online e alle campagne di phishing.
Il direttore centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica, Luigi Rinella, ha sottolineato il valore della sicurezza partecipata, basata sull’integrazione tra competenze istituzionali, accademiche e operative.
Per il rettore Roberto Bellotti, la collaborazione consentirà di collegare ricerca, innovazione e formazione alle esigenze concrete della sicurezza nazionale, offrendo nuove opportunità a studenti e ricercatori.
L’intesa prevede inoltre iniziative comuni di divulgazione e sensibilizzazione sui rischi digitali. Un passaggio considerato essenziale per diffondere buone pratiche e aumentare la consapevolezza di cittadini, enti e comunità accademica di fronte alle minacce informatiche.























