Lecce, aggredisce la madre e minaccia il fratello con un coltello: arrestato un 44enne

La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 44 anni con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Il fratello minore aveva chiesto aiuto al 112 dopo essersi barricato in una camera da letto.
Violenza domestica a Lecce: l’intervento della Polizia
La violenza domestica a Lecce ha portato all’arresto di un uomo di 44 anni, accusato di aver aggredito la madre e minacciato il fratello minore con un coltello da cucina. La Polizia di Stato è intervenuta nella prima mattinata del 19 luglio in un’abitazione della periferia della città, dopo una richiesta di aiuto arrivata al 112.
A lanciare l’allarme è stato il fratello minore del 44enne, costretto a barricarsi nella camera da letto per sottrarsi all’aggressione.
Violenza domestica a Lecce, le grida nell’appartamento
Gli agenti delle Volanti hanno raggiunto l’abitazione dopo una segnalazione arrivata alla Sala operativa della Questura di Lecce.
Già dalle scale del condominio, i poliziotti hanno sentito forti grida, il rumore di vetri infranti e il pianto di una donna.
Una situazione che ha fatto comprendere immediatamente la gravità dell’episodio di violenza domestica.
Arrivati davanti alla porta dell’appartamento, gli agenti si sono trovati di fronte un uomo di 44 anni, visibilmente agitato e con una mano sanguinante.
Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, l’uomo si sarebbe ferito poco prima infrangendo la vetrata di un mobile. Il 44enne si trovava inoltre in uno stato di alterazione psicofisica, presumibilmente collegato all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
Il fratello barricato nella camera da letto
Nonostante l’arrivo degli agenti, l’uomo avrebbe continuato a inveire contro la porta della camera da letto, sulla quale erano presenti evidenti segni di un tentativo di sfondamento.
All’interno della stanza si era rifugiato il fratello minore. Rassicurato dalla presenza della Polizia di Stato, l’uomo è uscito dalla camera e ha raccontato quanto sarebbe accaduto pochi minuti prima.
Secondo la ricostruzione fornita agli investigatori, il fratello maggiore avrebbe inizialmente aggredito la madre, spingendola violentemente contro una vetrina, poi andata in frantumi.
Violenza domestica, la minaccia con il coltello
Dopo l’aggressione alla madre, il 44enne avrebbe impugnato un coltello da cucina e tentato di colpire il fratello minore.
Quest’ultimo sarebbe riuscito a raggiungere la camera da letto, chiudersi all’interno e chiamare il numero unico di emergenza 112.
L’intervento degli agenti ha permesso di interrompere l’aggressione e di mettere in sicurezza le persone presenti nell’abitazione.
L’episodio di violenza domestica a Lecce comprende, secondo la ricostruzione investigativa, aggressioni, minacce e danneggiamenti avvenuti all’interno del nucleo familiare.
Arrestato un uomo di 44 anni
Dagli accertamenti effettuati dalla Polizia di Stato sarebbe emerso che il 44enne era già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi analoghi di maltrattamenti in famiglia e per una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale.
L’uomo è stato accompagnato negli uffici della Questura di Lecce per gli adempimenti previsti.
Al termine delle procedure, il 44enne è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di turno presso il Tribunale di Lecce, l’uomo è stato trasferito nella casa circondariale “Borgo San Nicola”.
Violenza domestica a Lecce, evitati rischi ulteriori
L’intervento tempestivo della Polizia ha consentito di riportare la situazione sotto controllo e di evitare conseguenze potenzialmente più gravi.
Il caso di violenza domestica a Lecce conferma l’importanza di chiedere immediatamente aiuto alle forze dell’ordine in presenza di aggressioni, minacce o situazioni di pericolo all’interno della famiglia.
La presunzione di innocenza
I provvedimenti adottati durante la fase delle indagini non comportano l’accertamento definitivo della responsabilità della persona coinvolta.
La posizione dell’uomo sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel corso del procedimento, nel rispetto dei diritti dell’indagato e del principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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