Tricase Porto, il modello CIHEAM Bari porta il mondo a confronto sulle comunità costiere

Funzionari, tecnici ed esperti provenienti da circa trenta Paesi partecipano ai percorsi di co-formazione dedicati a sostenibilità, pesca, acquacoltura e resilienza climatica.
Le esperienze del Salento diventano un laboratorio internazionale per discutere il futuro delle comunità costiere. A Tricase Porto, nella sede distaccata del CIHEAM Bari, sono in corso percorsi di co-formazione che coinvolgono funzionari pubblici, tecnici, ricercatori ed esperti provenienti da circa trenta Paesi, impegnati ogni giorno nella gestione delle aree marine e nello sviluppo sostenibile dei territori costieri.

La particolarità dell’iniziativa è il metodo adottato. Non si tratta di lezioni tradizionali, ma di un percorso basato sul confronto tra esperienze concrete. Ogni partecipante porta il proprio bagaglio professionale e lo mette in relazione con le pratiche sviluppate nel Mediterraneo e, in particolare, nel Salento.
La co-formazione sulle comunità costiere parte dal territorio
La frase chiave che guida il percorso è co-formazione comunità costiere, un approccio che trasforma il territorio in uno spazio di apprendimento condiviso. Le attività prendono avvio dal Porto Museo di Tricase, dove il rapporto tra mare, identità locale e sviluppo economico rappresenta un esempio tangibile di gestione integrata delle risorse.
Le visite sul campo diventano occasioni di studio e confronto. Nel laboratorio Food4Health di Tricase si affrontano temi legati alla trasformazione alimentare, alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle produzioni locali. Gli incontri con i pescatori del Capo di Leuca permettono invece di approfondire le sfide della piccola pesca, tra sostenibilità, mercato e tutela delle tradizioni.
Il percorso si estende poi ad altre realtà pugliesi. A Torre Guaceto il focus è sulla gestione degli ecosistemi e sulla convivenza tra tutela ambientale e attività economiche. A Porto Cesareo l’attenzione si concentra sul ruolo delle cooperative nella gestione delle risorse marine, mentre a Castro e Gallipoli si analizzano modelli produttivi legati ad acquacoltura, maricoltura e trasformazione del pescato.
Importante anche il contributo scientifico di Lecce, dove il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e ARPA Puglia presentano strumenti di monitoraggio ambientale e analisi dei rischi climatici utili alla pianificazione delle politiche pubbliche.
Tre programmi internazionali nel Salento
L’iniziativa più ampia è la settima edizione dell’Advanced Specialised Course on Sustainable Development of Coastal Communities, avviata il 4 maggio e in programma fino al 10 luglio. Vi partecipano rappresentanti di dodici Paesi: Congo, Costa Rica, Egitto, El Salvador, Ghana, Kenya, Libia, Mauritania, Senegal, Sudan, Tanzania e Uganda.

Il programma affronta temi che spaziano dalla diplomazia ambientale alla pesca responsabile, dalla sicurezza alimentare alla resilienza climatica, passando per citizen science, ocean literacy e soluzioni basate sulla natura.
Prima dell’avvio di questo corso, Tricase Porto aveva già ospitato due percorsi specialistici. Il primo, dedicato ai Paesi dell’Associazione dell’Oceano Indiano (IORA), ha coinvolto delegazioni provenienti da Bangladesh, Comore, Mauritius, India, Seychelles e Sri Lanka sui temi della sicurezza e della resilienza delle comunità costiere.
Successivamente, il programma COOPMEC ha favorito uno scambio di competenze tra Paesi ASEAN e Mediterraneo sulla piccola pesca e sull’acquacoltura sostenibile, affrontando questioni come governance, accesso ai mercati, sicurezza alimentare, gestione dei rifiuti marini e impatti del cambiamento climatico.
Secondo il direttore del CIHEAM Bari, Biagio Di Terlizzi, Tricase Porto sta consolidando il proprio ruolo come luogo di incontro tra istituzioni, tecnici ed esperti impegnati nella tutela e nello sviluppo delle aree costiere. Un percorso che punta a creare relazioni durature e nuove opportunità sia per i Paesi coinvolti sia per il territorio salentino, grazie anche al sostegno della Cooperazione Italiana attraverso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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