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Galatina, viola il divieto di avvicinamento: 45enne condotto in carcere

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L’uomo era già sottoposto all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento all’ex compagna e ai suoi familiari. Le presunte violazioni documentate dalla Polizia di Stato hanno portato all’aggravamento della misura cautelare.

La Polizia di Stato ha condotto in carcere un uomo di 45 anni accusato di avere violato ripetutamente il divieto di avvicinamento all’ex compagna e ad alcuni suoi familiari.

Il provvedimento è stato eseguito il 22 luglio 2026 dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Galatina, al termine di un prolungato servizio di appostamento.

L’uomo, originario di Campi Salentina, residente a Galatina e domiciliato a Casalabate, frazione di Trepuzzi, è stato raggiunto da un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, su richiesta del pubblico ministero titolare dell’inchiesta.

Il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico

Il 45enne era già sottoposto all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati.

La misura prevedeva una distanza minima di 500 metri e l’applicazione del braccialetto elettronico.

Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, l’uomo è indagato per maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex compagna, del figlio e del suocero. È inoltre accusato di atti persecutori nei confronti di quest’ultimo.

I presunti tentativi di contatto

Le indagini svolte nelle ultime settimane dalla Squadra investigativa del Commissariato di Galatina avrebbero accertato numerosi tentativi di contattare le persone offese attraverso numeri telefonici intestati a terzi.

Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito le immagini registrate da una telecamera installata nei pressi dell’abitazione delle persone coinvolte.

Le registrazioni, secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia, avrebbero documentato diversi episodi durante i quali il 45enne avrebbe rivolto espressioni gravemente offensive alle persone offese.

La reiterazione delle presunte violazioni e la crescente insistenza delle condotte contestate hanno portato l’Autorità giudiziaria a sostituire la precedente misura con la custodia cautelare in carcere.

Il trasferimento nel carcere di Lecce

Dopo le formalità previste, l’uomo è stato trasferito nella Casa circondariale di Lecce, dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

La Questura ricorda che presso i commissariati della provincia di Lecce sono operative le aule per le audizioni protette. Si tratta di ambienti riservati destinati ad accogliere e ascoltare le vittime di violenza domestica e di genere, garantendo tutela e riservatezza fin dal momento della denuncia.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini. Le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti e il 45enne deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.

Redazione Pugliapress

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