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Le fiamme divorano l’Alta Murgia: giovane allevatore rischia di perdere l’azienda e 300 pecore altamurane

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Il vasto incendio divampato ad Altamura ha distrutto campi, pascoli e aree naturali. Coldiretti Puglia chiede aiuti immediati, più controlli e un piano straordinario regionale contro i roghi.

Incendio nell’Alta Murgia, distrutta l’azienda di un giovane allevatore

L’incendio nell’Alta Murgia ha divorato campi di grano, pascoli e aree naturali, mettendo in ginocchio l’azienda di un giovane allevatore di Altamura.

Il vasto rogo è divampato nella mattinata di martedì 21 luglio 2026 in località Fiscale, a pochi passi dal Pulo di Altamura, all’interno del territorio del Parco nazionale dell’Alta Murgia.

Le fiamme, alimentate anche dal vento, hanno interessato terreni seminativi, superfici utilizzate per il pascolo e una parte delle aree boscate. Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento.

A rischio l’allevamento di 300 pecore Altamurane

A subire le conseguenze più gravi è un giovane allevatore che nell’azienda colpita dal fuoco custodisce circa 300 pecore Altamurane.

La pecora Altamurana è una razza autoctona legata alla storia rurale della Murgia e inserita tra le razze tutelate per il suo valore all’interno della biodiversità zootecnica italiana.

Il fuoco non ha distrutto soltanto il raccolto di una stagione. Ha compromesso i terreni utilizzati per produrre alimenti destinati agli animali e le superfici indispensabili per il pascolo.

La perdita di queste aree rischia quindi di mettere in discussione la continuità dell’intera attività allevatoriale.

Pascolo vietato per dieci anni nelle aree boscate bruciate

Alle conseguenze immediate dell’incendio si aggiungono i vincoli previsti dalla normativa nazionale.

La legge vieta per dieci anni il pascolo e la caccia sui soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco. Il divieto riguarda quindi specificamente le superfici classificate come boscate e non automaticamente tutti i terreni agricoli interessati dall’incendio.

Per l’allevatore di Altamura questo vincolo potrebbe rendere ancora più difficile trovare superfici sufficienti per nutrire gli animali e mantenere attiva l’azienda.

La disposizione è contenuta nell’articolo 10 della legge nazionale numero 353 del 21 novembre 2000 sugli incendi boschivi. La normativa prevede inoltre il divieto, per tre anni, di raccogliere prodotti del sottobosco nelle stesse aree.

Mercadante: «Non possiamo lasciare soli i giovani agricoltori»

«Gli incendi stanno cancellando il futuro di tante imprese agricole e di tanti giovani che hanno scelto di investire nelle aree interne della Puglia», denuncia Donato Mercadante, delegato di Giovani Coldiretti Puglia.

«In questo caso non è andato distrutto soltanto il raccolto di una stagione, ma è stata colpita un’azienda che custodisce un patrimonio di biodiversità rappresentato da circa 300 pecore della razza Altamurana».

Mercadante sottolinea anche le difficoltà derivanti dai vincoli applicati alle superfici boscate percorse dal fuoco.

«Non possiamo chiedere ai giovani di investire in agricoltura e poi lasciarli soli davanti a tragedie come questa», conclude il delegato regionale.

Coldiretti: 732 ettari bruciati nella provincia di Bari

Secondo le prime elaborazioni diffuse da Coldiretti Puglia sulla base dei dati provvisori del sistema europeo EFFIS-Copernicus, gli incendi avrebbero già interessato 732 ettari nella provincia di Bari.

La superficie complessivamente percorsa dal fuoco in Puglia dal 1° giugno 2026 sarebbe invece salita a 1.825 ettari.

Si tratta di una stima provvisoria, destinata a essere aggiornata con il completamento delle rilevazioni satellitari e delle verifiche sul territorio.

Solo pochi giorni prima, il 17 luglio, Coldiretti aveva quantificato in 1.041 gli ettari bruciati in Puglia dall’inizio di giugno. Il forte incremento confermerebbe la gravità degli incendi registrati negli ultimi giorni.

EFFIS, European Forest Fire Information System, è il sistema europeo di Copernicus che raccoglie e aggiorna informazioni sugli incendi boschivi attraverso dati satellitari e altre fonti di monitoraggio.

Controlli e prevenzione contro gli incendi

Coldiretti Puglia chiede un deciso cambio di passo nelle attività di prevenzione.

Secondo l’organizzazione agricola, circa il 60% degli incendi avrebbe origine dolosa, mentre numerosi altri episodi sarebbero riconducibili a comportamenti colposi, imprudenti o alla mancata manutenzione del territorio.

Per contrastare il fenomeno, Coldiretti ritiene necessario intensificare i controlli, rafforzare le attività investigative e applicare con rigore le sanzioni previste nei confronti dei responsabili.

L’organizzazione chiede inoltre una maggiore presenza di personale nelle campagne e nelle aree protette, soprattutto durante le giornate caratterizzate da temperature elevate, vento e maggiore pericolosità.

Personale e mezzi insufficienti durante i roghi simultanei

La contemporaneità di numerosi incendi in diverse zone della Puglia sta mettendo in difficoltà il sistema regionale di intervento.

Quando più roghi divampano nello stesso momento, uomini, mezzi terrestri e velivoli antincendio devono essere distribuiti tra territori molto distanti.

Coldiretti Puglia chiede quindi di potenziare gli organici impegnati nell’avvistamento, nella sorveglianza e nello spegnimento, garantendo una presenza costante nelle zone più esposte.

Nel corso dell’incendio di Altamura sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri forestali, personale Arif e mezzi aerei. Il fronte delle fiamme ha coinvolto boschi, pascoli e terreni coltivati dell’Alta Murgia.

I danni ambientali provocati dagli incendi

Gli incendi non causano soltanto la perdita dei raccolti e dei pascoli.

Le temperature elevate raggiunte durante un rogo possono danneggiare la fertilità del terreno, distruggere habitat naturali, ridurre la biodiversità e aumentare il rischio di erosione e dissesto idrogeologico.

Nell’Alta Murgia il danno assume un valore particolarmente grave perché interessa un’area protetta e un territorio nel quale le aziende agricole rappresentano un presidio fondamentale contro l’abbandono delle campagne.

Agricoltori e allevatori contribuiscono infatti alla manutenzione dei terreni, alla conservazione del paesaggio rurale e alla tutela delle razze animali autoctone.

Le richieste di Coldiretti Puglia

Coldiretti Puglia chiede alle istituzioni regionali e nazionali di avviare immediatamente una ricognizione completa dei danni subiti dalle aziende agricole.

L’organizzazione sollecita l’attivazione delle misure di sostegno economico disponibili e procedure più rapide per riconoscere gli indennizzi agli imprenditori colpiti.

Tra le richieste figura anche un Piano straordinario regionale di prevenzione degli incendi che preveda:

  • manutenzione costante delle aree rurali;
  • pulizia delle fasce tagliafuoco;
  • monitoraggio continuo delle zone a maggiore rischio;
  • aumento del personale dedicato alla sorveglianza;
  • potenziamento dei mezzi antincendio;
  • maggiore coordinamento tra Regione, Comuni, Protezione civile, vigili del fuoco, Arif e forze dell’ordine.

Per il giovane allevatore di Altamura, tuttavia, l’emergenza è già diventata concreta: occorre garantire rapidamente alimentazione, superfici alternative e sostegno economico per salvare l’allevamento e proteggere le 300 pecore Altamurane custodite nell’azienda.

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