Mare inquinato a Barletta, vietata la balneazione a Ponente: si cercano le cause degli sversamenti

Il divieto di balneazione resta in vigore nel tratto interessato dallo sbocco del Canale H. Il sindaco Cosimo Cannito chiede controlli su eventuali guasti alla rete fognaria o scarichi abusivi.
Il Comune di Barletta ha vietato temporaneamente la balneazione nel tratto della litoranea di Ponente interessato dallo sbocco del Canale H. Le analisi hanno rilevato concentrazioni di Escherichia coli ed enterococchi intestinali superiori ai limiti previsti dalla normativa.
L’interdizione resterà in vigore fino a quando l’Arpa Puglia non trasmetterà un nuovo rapporto con risultati favorevoli. In attesa degli ulteriori campionamenti, cittadini e turisti devono evitare di entrare in acqua nella zona delimitata dagli appositi cartelli.
Divieto di balneazione a Barletta: cosa hanno rilevato le analisi
I controlli effettuati sulle acque marine hanno evidenziato la presenza oltre i limiti di legge di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, microrganismi utilizzati come indicatori di contaminazione fecale.
Il superamento dei parametri determina l’adozione di misure precauzionali per tutelare la salute dei bagnanti. Il Comune ha quindi collocato i cartelli di divieto lungo il tratto costiero interessato e ha disposto l’interdizione temporanea con un’ordinanza firmata dal sindaco Cosimo Cannito.
La revoca potrà avvenire soltanto dopo la comunicazione di nuovi risultati conformi da parte dell’Arpa Puglia.
Accertamenti sul Canale H e sulla rete fognaria
Il Canale H dovrebbe convogliare verso il mare esclusivamente le acque meteoriche provenienti dal centro abitato. La presenza di liquami ha però sollevato dubbi su possibili anomalie o immissioni non autorizzate.
Il sindaco Cosimo Cannito ha chiesto alla Guardia costiera e all’Acquedotto Pugliese di verificare l’eventuale presenza di rotture capaci di far confluire le acque della fogna nera nella rete destinata alle acque piovane.
Tra le ipotesi da accertare figurano anche possibili sversamenti abusivi, episodi che, secondo quanto ricordato dall’amministrazione comunale, si sarebbero già verificati in passato.
Cannito: «Individuare chi mette in pericolo la salute pubblica»
Il primo cittadino auspica che i controlli consentano di individuare rapidamente le cause dell’inquinamento e le eventuali responsabilità.
Gli scarichi di liquami in mare non rappresentano soltanto un rischio per la salute pubblica. Il fenomeno danneggia anche l’ambiente, le attività della zona costiera e l’immagine turistica di Barletta nel pieno della stagione estiva.
Per questo motivo gli accertamenti dovranno chiarire se la contaminazione sia stata provocata da un guasto, da un collegamento irregolare tra le reti o da uno scarico intenzionale.
Il precedente segnalato da Goletta Verde
La situazione della litoranea di Ponente era già stata portata all’attenzione pubblica nei primi giorni di luglio. Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio delle coste italiane, aveva segnalato criticità proprio nel punto in cui il Canale H sfocia nel mare di Barletta.
Il tratto era stato indicato tra quelli maggiormente inquinati rilevati lungo la costa pugliese durante i controlli della campagna ambientalista.
La nuova contaminazione riporta quindi al centro dell’attenzione la necessità di controllare stabilmente il canale e le infrastrutture collegate, evitando che le verifiche si limitino ai singoli episodi.
Barletta attende le nuove analisi dell’Arpa
Il divieto di balneazione rimarrà valido fino alla pubblicazione di un rapporto favorevole dell’Arpa Puglia. Fino a quel momento sarà necessario rispettare la segnaletica e non immergersi nel tratto di mare interessato.
Le nuove analisi dovranno stabilire se i valori di Escherichia coli ed enterococchi siano rientrati nei limiti e se esistano le condizioni per revocare l’ordinanza.
Parallelamente proseguiranno gli accertamenti richiesti dal Comune per individuare l’origine dei liquami. Dalle verifiche della Guardia costiera e dell’Acquedotto Pugliese potrebbero arrivare gli elementi necessari per accertare eventuali guasti, allacci irregolari o sversamenti abusivi.

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