
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia presenta un’interrogazione urgente all’assessore Pentassuglia: “La rete del soccorso è una sola”
Il personale del 118 escluso dai fondi per l’emergenza-urgenza in Puglia finisce al centro di un’interrogazione urgente presentata da Renato Perrini, vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia ed esponente di Fratelli d’Italia.
Perrini contesta la scelta della Regione di destinare 44 milioni di euro ai Pronto soccorso senza includere, secondo quanto denuncia, il personale che opera sul territorio a bordo delle ambulanze. Una decisione che, a suo avviso, crea una disparità dentro un sistema che dovrebbe essere considerato unitario.
Per il vicepresidente del Consiglio regionale, l’emergenza-urgenza non inizia in ospedale ma sul territorio, nel momento in cui il 118 interviene nei casi più gravi. Per questo, sostiene, lasciare fuori il personale territoriale significa indebolire l’intera catena dei soccorsi.

Nell’interrogazione, presentata insieme ai colleghi di Fratelli d’Italia, Perrini chiede alla Regione di spiegare perché il 118 sia stato escluso, quando intenda reintegrare le risorse e come voglia garantire un trattamento equo agli operatori impegnati ogni giorno in prima linea.
Personale del 118 escluso dai fondi per l’emergenza-urgenza in Puglia
Secondo Perrini, distinguere tra Pronto soccorso e 118 è un errore che può pesare sulla tenuta del sistema sanitario regionale. Il suo appello alla Regione è di correggere il provvedimento e includere anche il comparto territoriale nelle risorse destinate all’emergenza.
La richiesta ora è di un chiarimento formale da parte dell’assessorato alla Sanità e di un intervento rapido per evitare differenze di trattamento tra operatori che fanno parte della stessa rete di soccorso.

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