Pino Rigoli: “L’Eccellenza è una centrifuga”

di Giglielmo De Feis
Ventuno anni addietro condusse il Modica (neopromosso in D assieme al glorioso Licata) nella vecchia C2 con un gioco moderno e spregiudicato. Si parlava di lui di un nuovo Sacchi ed invece la carriera di Pino Rigoli, siculo doc di Roccalumera (Messina) trapiantato da anni a Modica, 61 anni a settembre, ha visto solo qualche step in C (Akragas ed Juve Stabia su tutti) e molta serie D. Da tre stagioni senza panchina (anche se ha insegnato ai corsi al settore Tecnico a Coverciano) ora vuole tornare in pista quanto prima.
“Il campo è la mia vita, inutile fare giri di parole, io vivo per questo lavoro. Ma senza progetti concreti rifiuto in due minuti ogni proposta che ricevo, non sono il tipo che fa le cose alla cieca, a sessant’anni suonati ragiono con molta attenzione. Perchè dico questo? L’esperienza insegna tante cose”.
Taranto che si gioca il salto in D in una fase play/off di Eccellenza complessa contro la Campania.
“Ho allenato a lungo in quella regione che ritengo, alla pari della Puglia e della mia Sicilia, una delle più importanti in questa categoria da sempre. Compagini prestigiose, blasonate e calcio di assoluta qualità con nomi di livello, avete gente come Loiodice e Losavio che vale da sola il prezzo del biglietto. Sono esperto ormai di questo ambiente, solo che purtroppo ho notato che gravitano due brutti aspetti quali la disorganizzazione delle società e la troppa fretta nel giudicare il lavoro dei tecnici”.
Una stagione appena conclusasi con numerosi puntini neri specialmente in serie C.
“Inutile ripetere sempre le stesse cose, è la solita immagine di un ambiente in cui si sa solo parlare senza costrutto. Serve aggiungere altro? A Modica ho conosciuto da allenatore il professionismo, sono retrocesso per varie vicende di cui preferisco non parlare dopo aver vinto l’anno prima la serie D”.
Come giudica Ciro Danucci allenatore?
“Non amo pronunciarmi sul lavoro dei colleghi. Non è mia abitudine farlo anche se è un ragazzo che ha dimostrato di avere qualità e temperamento, del resto ha una carriera alle spalle che parla chiaro anche da calciatore. Sicuramente ha le credenziali per costruire un ciclo importante, oltretutto avete una signora società solida e forte alle spalle. E mando un caro saluto a Danilo Pagni, uno che di vittorie di campionati ne vanta una marea nel suo curriculum. Con la sua figura nell’area tecnica potete stare tranquillissimi, è uno che sa come costruire sempre progetti vincenti”.
Per concludere tornerebbe ad allenare?
“Assolutamente si ed anche subito. Taranto come piazza affascina chiunque, quindi se magari un giorno capitasse l’opportunità direi si senza nemmeno pensarci un istante. Vi auguro però prima di vincere i play/off, chissà se un giorno questo accadrà”.

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.























