Bari, Leccese sostiene il piano sanitario per i senza fissa dimora

Il sindaco promuove l’annuncio del ministro Schillaci sull’assistenza sanitaria alle persone senza residenza. “Il Comune è pronto a collaborare”.
L’assistenza sanitaria ai senza fissa dimora ottiene il sostegno del sindaco di Bari Vito Leccese. Il primo cittadino giudica positivamente l’annuncio del ministro della Salute Orazio Schillaci. Il piano punta a garantire l’accesso ai servizi di base anche a chi vive in condizioni di forte fragilità sociale e non ha una residenza anagrafica.
Per Leccese si tratta di un passaggio importante. Il sindaco richiama una criticità nota da anni. Molte persone fragili restano escluse dai percorsi ordinari di cura. La mancanza di residenza, infatti, diventa spesso un ostacolo concreto. E finisce per allontanare chi ha bisogno dai servizi sanitari essenziali.
Secondo il sindaco, nelle città questa distanza si tocca con mano ogni giorno. Da una parte c’è il diritto alla salute. Dall’altra c’è il bisogno reale di essere seguiti e accompagnati. Quando questi due livelli non dialogano, le persone più vulnerabili restano sole. E spesso diventano invisibili anche per il sistema pubblico.
Assistenza sanitaria ai senza fissa dimora, Bari aspetta i dettagli
Leccese apprezza l’indirizzo annunciato dal Governo, ma chiede ora indicazioni precise. Il Comune di Bari, spiega, è pronto a fare la propria parte. Prima, però, servirà conoscere nel dettaglio le modalità di attuazione del programma.
Il nodo centrale riguarda l’organizzazione dei servizi. Per funzionare, il piano dovrà mettere in rete medici di base, strutture sanitarie, servizi comunali e terzo settore. Solo così sarà possibile superare gli interventi occasionali. L’obiettivo è costruire percorsi continui, semplici e accessibili.
Per il sindaco, questo cambio di metodo può avere effetti concreti. Una presa in carico più rapida può aiutare chi vive in strada a ricevere cure prima che il problema peggiori. Allo stesso tempo, può ridurre la pressione sui pronto soccorso. Molti casi oggi arrivano in ospedale troppo tardi, quando la situazione è già diventata più grave.
Il ruolo dei Comuni e il tema dei diritti
Leccese lega il tema sanitario anche a una questione di dignità. Superare il vincolo della residenza, osserva, significa riconoscere un diritto. Significa anche riportare dentro il sistema persone rimaste ai margini per troppo tempo.
Il messaggio che arriva da Bari è chiaro. Sanità e sociale devono lavorare insieme. I Comuni possono dare un contributo importante, soprattutto nelle realtà urbane dove il disagio emerge con più evidenza. Per questo l’amministrazione barese guarda con favore al piano annunciato dal ministro.
Adesso, però, la fase decisiva è quella operativa. Servono tempi certi, regole chiare e strumenti adeguati. Bari si dice pronta a collaborare. Il prossimo passo spetta alle istituzioni che dovranno trasformare l’annuncio in un intervento concreto. Per chi vive senza dimora, l’accesso alle cure non può restare una possibilità incerta.

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