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Crediti di carbonio per la rinascita degli ulivi nel Salento

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Un progetto di carbon farming sosterrà 18 agricoltori in sette comuni salentini, con 23.550 nuovi ulivi su 48,5 ettari colpiti dalla Xylella.

La rigenerazione agricola del Salento passa anche dai crediti di carbonio. Un’operazione basata su oltre 1.743 crediti generati in Italia contribuirà alla crescita di circa 23.550 nuovi ulivi su 48,5 ettari di terreno, in un’area segnata negli ultimi anni dagli effetti della Xylella fastidiosa.

Il progetto coinvolge 18 agricoltori distribuiti in sette comuni salentini. L’obiettivo è sostenere nuovi impianti olivicoli e trasformare la compensazione delle emissioni in un intervento concreto sul territorio, con ricadute ambientali, agricole ed economiche.

Rigenerazione agricola del Salento, 23.550 ulivi nei terreni colpiti dalla Xylella

I crediti di carbonio acquistati derivano da nuovi impianti olivicoli realizzati nel Salento. La certificazione consente di misurare il valore ambientale prodotto dalla cattura di CO₂ e di riconoscere agli agricoltori un ritorno economico già nelle prime fasi del progetto.

Il meccanismo punta a collegare la riduzione dell’impatto climatico delle imprese con la ricostruzione di paesaggi agricoli danneggiati. Nel caso salentino, il tema ha un peso particolare: la crisi causata dalla Xylella ha cambiato profondamente ampie zone dell’olivicoltura pugliese, con conseguenze produttive e paesaggistiche ancora evidenti.

Il progetto è sviluppato con il supporto di Carborea, società benefit specializzata in crediti di carbonio certificati, e Olivami, realtà nata per sostenere la rinascita degli ulivi nel Salento.

Carbon farming e crediti certificati: il ruolo dell’agricoltura

L’iniziativa si inserisce nel mercato volontario dei crediti di carbonio e nelle pratiche di carbon farming. In questo modello, l’agricoltura non è soltanto attività produttiva, ma può contribuire alla cattura del carbonio attraverso nuovi impianti, gestione sostenibile dei terreni e tracciabilità dei risultati.

I crediti sono registrati tramite sistemi di certificazione e controllo, con l’obiettivo di garantire trasparenza sul reale impatto ambientale dell’intervento. È un aspetto centrale per un settore in crescita, ma spesso esposto al rischio di iniziative poco verificabili.

Nel caso del Salento, il valore del progetto non riguarda solo la compensazione delle emissioni. La messa a dimora di migliaia di nuovi ulivi può contribuire al recupero di terreni compromessi, al sostegno del reddito agricolo e alla ricostruzione di un paesaggio identitario per la Puglia.

Le stime internazionali indicano una domanda in aumento per i crediti di carbonio nei prossimi anni, soprattutto per i progetti fondati su soluzioni naturali e agricole. Anche l’Unione europea sta lavorando a regole più definite per certificare la rimozione del carbonio in agricoltura e favorire investimenti più affidabili.

L’operazione rappresenta quindi un passaggio rilevante per il territorio salentino: capitali privati vengono indirizzati verso un intervento agricolo misurabile, con benefici attesi per ambiente, imprese e comunità locali.

Resta decisivo il monitoraggio nel tempo. La crescita degli ulivi, la gestione dei terreni e la verifica dei risultati ambientali saranno gli elementi da osservare per valutare l’efficacia concreta del progetto.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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