Pappagalli verdi nella pineta dello Sterpeto: razzia di mandorle e frutta nei campi di Barletta

Colonie di parrocchetti monaci hanno occupato la pineta del Santuario della Madonna dello Sterpeto e si stanno spostando nelle campagne vicine. Coldiretti Puglia sollecita la Regione ad applicare le misure di contenimento già previste.
I pappagalli verdi hanno invaso la pineta della Madonna dello Sterpeto, a Barletta. Le colonie si spostano anche nei campi circostanti, dove danneggiano mandorle e altre produzioni frutticole.
Coldiretti Puglia denuncia un’emergenza sempre più grave per gli agricoltori. L’organizzazione chiede alla Regione Puglia di applicare subito le misure di contenimento del parrocchetto monaco.
La specie invasiva si è ormai diffusa in diverse aree urbane e rurali della regione.
La situazione più recente riguarda la pineta del Santuario della Madonna dello Sterpeto. Nell’area si contano numerosi nidi e intere colonie di parrocchetti.
Gli uccelli trovano riparo tra gli alberi. Da qui raggiungono le campagne vicine alla ricerca di cibo.
I pappagalli verdi danneggiano mandorle e frutta
Secondo Coldiretti Puglia, i pappagalli verdi riescono a spaccare il guscio delle mandorle. Poi estraggono il frutto con la lingua.
In altri casi staccano le mandorle dagli alberi. Spesso le lasciano danneggiate e inutilizzabili.
I danni non riguardano soltanto i mandorleti. Le colonie attaccano anche ciliegi, albicocchi, fichi e altre coltivazioni frutticole.
Questa presenza aggrava le difficoltà delle aziende agricole.
In Puglia si coltivano 19.428 ettari a mandorlo. La superficie rappresenta il 35% del totale nazionale.
La produzione regionale supera i 264mila quintali. Il dato equivale a circa un terzo delle mandorle prodotte in Italia.
Questi numeri spiegano la preoccupazione degli agricoltori. La diffusione dei parrocchetti minaccia infatti uno dei comparti più importanti della regione.
Coldiretti chiede il contenimento dei parrocchetti
Coldiretti Puglia chiede l’immediata applicazione delle misure di contenimento. L’organizzazione sollecita anche l’uso delle prime linee regionali per il controllo della specie.
Regione Puglia e Università degli Studi di Bari hanno già raggiunto un accordo. L’intesa ha prodotto le prime indicazioni operative per gestire le popolazioni di parrocchetto monaco.
Le misure riguardano soprattutto la rimozione dei nidi nelle situazioni più critiche.
Il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università di Bari ha fornito il supporto scientifico. Gli esperti hanno definito i protocolli di intervento e i criteri di selettività.
Le indicazioni puntano a proteggere la biodiversità autoctona. Stabiliscono inoltre le modalità di smaltimento del materiale rimosso, nel rispetto delle norme sanitarie.
La Regione Puglia considera il parrocchetto monaco una specie invasiva. Le procedure straordinarie consentono la rimozione dei nidi soltanto in casi specifici.
Gli interventi possono scattare in presenza di pericoli per la pubblica incolumità. Le autorità possono agire anche per danni alle infrastrutture, alle reti o all’agricoltura.
La diffusione dei parrocchetti monaci in Puglia
Coldiretti Puglia collega l’espansione dei pappagalli verdi alla tropicalizzazione del clima. Le nuove condizioni avrebbero favorito la sopravvivenza e la riproduzione della specie.
Il primo insediamento segnalato in Puglia risale a Molfetta. I primi esemplari si stabilirono su un eucalipto in contrada Madonna delle Rose.
Da quell’area i parrocchetti si sono diffusi in numerosi centri della regione.
La specie è presente a Bari, Bisceglie, Giovinazzo, Palese e Santo Spirito. Le segnalazioni riguardano anche Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto e Grumo Appula.
I parrocchetti hanno raggiunto anche l’Alta Murgia. Ora le colonie risultano numerose anche nel territorio di Barletta.
Gli esemplari appartengono alla specie Myiopsitta monachus. Questi uccelli costruiscono grandi nidi multifamiliari.
Ogni struttura può ospitare diversi esemplari. Questa caratteristica favorisce una rapida crescita delle colonie.
Danni da fauna selvatica e specie invasive
L’emergenza dei pappagalli verdi si aggiunge ad altri problemi dell’agricoltura pugliese.
Coldiretti Puglia ricorda i danni causati dagli storni al settore olivicolo. Le perdite oscillano dal 30% a oltre il 60%, soprattutto nelle aree costiere.
L’organizzazione segnala anche l’emergenza del granchio blu lungo le coste regionali.
A queste criticità si aggiungono i cinghiali, che distruggono le coltivazioni. Lupi e cani inselvatichiti causano altri problemi nelle campagne.
Le lepri divorano gli ortaggi. I cormorani colpiscono invece gli impianti di acquacoltura.
Secondo Coldiretti Puglia, fauna selvatica e specie invasive causano danni superiori a 35 milioni di euro.
La diffusione dei pappagalli verdi nella pineta dello Sterpeto conferma la necessità di interventi coordinati. Le misure dovranno seguire criteri scientifici e tutelare la biodiversità.
Per gli agricoltori, il tempo resta un fattore decisivo. Ogni nuova colonia può provocare ulteriori perdite nei mandorleti e nei frutteti.














