Bari progetta una rete di rifugi climatici contro il caldo estremo

Il Municipio 2 propone una rete di edifici pubblici climatizzati, parchi ombreggiati, fontanelle e percorsi verdi e blu. Patty L’Abbate: «Servono strumenti e risorse per rendere le città più resilienti».
Il Municipio 2 di Bari ha avviato il confronto sulla realizzazione di una rete cittadina di rifugi climatici per proteggere la popolazione durante le ondate di calore.
La proposta prevede spazi freschi e sicuri raggiungibili a piedi in 10-15 minuti, utilizzando biblioteche, centri civici, musei, parchi ed edifici pubblici.
Il progetto è stato discusso lunedì 13 luglio 2026 nella sede municipale di Corso Benedetto Croce, con la partecipazione della deputata Patty L’Abbate e dei consiglieri del Municipio.
Rifugi climatici a Bari contro le isole di calore
Bari punta a costruire una rete capillare di rifugi climatici per affrontare le temperature estive sempre più elevate e ridurre gli effetti delle isole di calore urbane.
Il progetto è stato al centro della seduta della Commissione speciale sui parchi e sul contrasto alle isole di calore del Municipio 2. L’incontro è stato convocato per approfondire le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e rendere parchi, piazze ed edifici pubblici più accessibili anche agli anziani, alle persone con disabilità e ai cittadini maggiormente esposti ai rischi del caldo.
Ad aprire i lavori è stata Alessandra Lopez, presidente del Consiglio del Municipio 2 e della Commissione speciale. Alla riunione hanno partecipato i consiglieri municipali, tra i quali Giuseppe Bondanese del Movimento 5 Stelle.
Ospite dell’audizione è stata Patty L’Abbate, deputata e componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.
Cosa sono i rifugi climatici
I rifugi climatici sono luoghi pubblici o accessibili alla cittadinanza nei quali trovare temperature più contenute, acqua potabile, ombra, servizi igienici e assistenza durante le ondate di calore.
Possono essere realizzati all’interno di biblioteche, musei, centri civici, centri per anziani, scuole o altri edifici climatizzati. Possono inoltre comprendere parchi alberati, piazze ombreggiate e aree di sosta attrezzate.
La proposta illustrata per Bari punta a mettere questi spazi in rete, segnalandoli attraverso una mappa digitale e una specifica segnaletica urbana.
L’obiettivo è permettere a ogni cittadino di raggiungere un luogo fresco, ombreggiato e sicuro entro 10-15 minuti a piedi.
Parchi, piazze e fermate più freschi
Uno degli interventi prioritari riguarda la trasformazione delle piazze e dei parchi maggiormente esposti al sole.
Il piano propone nuove alberature, pergolati verdi, vele ombreggianti e aree di sosta progettate per ridurre la temperatura percepita. Una particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle persone anziane, ai bambini, ai cittadini con disabilità e a chi vive solo.
Anche le fermate del trasporto pubblico potrebbero essere riqualificate con pensiline dotate di pannelli fotovoltaici, coperture verdi, nebulizzatori e fontanelle.
Questi interventi consentirebbero di offrire protezione nei luoghi in cui i cittadini attendono quotidianamente autobus e mezzi pubblici, spesso senza una copertura adeguata dal sole.
Forestazione urbana e percorsi verdi e blu
La proposta comprende un piano di forestazione urbana con la piantumazione di alberi lungo strade, parcheggi, scuole e spazi pubblici.
Gli alberi possono contribuire a ridurre l’accumulo di calore, aumentare le zone d’ombra e migliorare la qualità dell’aria. Il progetto prevede anche la creazione di percorsi “green e blu”, collegando le aree verdi con fontanelle, punti di nebulizzazione e luoghi pubblici climatizzati.
Tra gli interventi ipotizzati figurano inoltre:
- pavimentazioni ad alta riflettanza, capaci di assorbire meno calore;
- installazione di nuove fontanelle pubbliche;
- sistemi di nebulizzazione nelle aree più frequentate;
- tetti verdi sugli edifici comunali;
- pareti vegetali e giardini pensili;
- ampliamento delle zone ombreggiate;
- abbattimento delle barriere architettoniche nei parchi.
Tetti verdi e pareti vegetali potrebbero migliorare sia il comfort termico degli edifici sia la loro efficienza energetica.
Una mappa digitale per trovare i luoghi sicuri
Il progetto prevede la creazione di una mappa digitale con la posizione dei rifugi climatici, delle fontanelle, dei parchi e delle aree ombreggiate.
Durante un’ondata di calore, i cittadini potrebbero consultare la mappa attraverso lo smartphone e individuare rapidamente il punto sicuro più vicino.
Alla piattaforma digitale dovrebbe essere affiancata una segnaletica riconoscibile nelle strade e negli edifici pubblici. Il sistema dovrebbe fornire anche informazioni sugli orari di apertura, sui servizi disponibili e sull’accessibilità per le persone con disabilità.
L’Abbate: «Servono strumenti e risorse»
Durante l’audizione, Patty L’Abbate ha illustrato le iniziative parlamentari presentate sul tema, tra cui una risoluzione e due interrogazioni.
Gli atti mirano, secondo quanto riferito durante la seduta, ad accelerare l’attuazione del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima e a garantire agli enti locali strumenti normativi e finanziari adeguati.
«Servono strumenti e risorse per rendere le città più resilienti», ha sottolineato la deputata.
Il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, conosciuto con l’acronimo PNIEC, definisce le politiche e le misure italiane in materia di energia, decarbonizzazione e raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030.
Per i rappresentanti intervenuti, i Comuni devono assumere un ruolo centrale nelle politiche di adattamento, investendo nelle infrastrutture verdi e blu, nella rigenerazione degli spazi pubblici e nella protezione delle fasce più fragili della popolazione.
Bari verso un modello mediterraneo di resilienza urbana
La Commissione speciale ha confermato la volontà di proseguire il confronto con le istituzioni nazionali per facilitare l’accesso dei Comuni ai finanziamenti destinati agli interventi climatici.
La rete dei rifugi dovrebbe interessare progressivamente tutti i quartieri di Bari, partendo dalle zone maggiormente esposte alle alte temperature e con una minore presenza di alberi o spazi pubblici climatizzati.
La sfida sarà trasformare le proposte in un programma operativo, individuando luoghi, risorse economiche, tempi di realizzazione e soggetti responsabili della gestione.
Una rete accessibile e distribuita sul territorio potrebbe rafforzare il sistema cittadino di protezione durante le giornate più calde e rendere Bari un modello mediterraneo di città sostenibile, inclusiva e attenta alla salute dei cittadini.

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