Incendi in Puglia, 972 ettari bruciati in 43 giorni: Lecce e Taranto le province più colpite

Dal 1° giugno al 13 luglio 2026 gli incendi hanno bruciato 972 ettari di territorio pugliese. Coldiretti Puglia richiama istituzioni e cittadini sulla prevenzione: Lecce, Taranto e Foggia registrano i danni più estesi.
La Puglia ha perso 972 ettari di territorio a causa degli incendi in soli 43 giorni, dal 1° giugno al 13 luglio 2026.
I dati provvisori del sistema europeo EFFIS di Copernicus indicano nelle province di Lecce, Taranto e Foggia le aree maggiormente colpite.
Coldiretti Puglia lancia l’allarme sulle conseguenze ambientali ed economiche dei roghi e chiede di rafforzare prevenzione, sorveglianza e manutenzione delle campagne.
Incendi in Puglia, quasi mille ettari distrutti
Gli incendi hanno già bruciato 972 ettari di territorio in Puglia dall’inizio della stagione estiva. Il bilancio emerge dai dati provvisori dell’European Forest Fire Information System, il sistema EFFIS di Copernicus che monitora i roghi attraverso l’elaborazione delle immagini satellitari.
A tracciare il quadro è Coldiretti Puglia, che segnala un livello di rischio particolarmente elevato per le campagne, le aree naturali e il patrimonio ambientale regionale.
Le temperature elevate, la siccità e la presenza di vegetazione secca rendono le aree rurali più vulnerabili. In queste condizioni, anche un piccolo focolaio può propagarsi velocemente e trasformarsi in un’emergenza ambientale, agricola ed economica.
Lecce e Taranto guidano la mappa degli ettari bruciati
La provincia più colpita è quella di Lecce, dove risultano bruciati 399 ettari.
Segue la provincia di Taranto, con 364 ettari distrutti dalle fiamme. Nel Foggiano gli incendi hanno interessato 167 ettari, mentre nella provincia di Barletta-Andria-Trani sono andati in fumo 29 ettari.
Il territorio brindisino registra, secondo i dati disponibili, 13 ettari bruciati.
La distribuzione provinciale degli incendi è quindi la seguente:
- Lecce: 399 ettari;
- Taranto: 364 ettari;
- Foggia: 167 ettari;
- Barletta-Andria-Trani: 29 ettari;
- Brindisi: 13 ettari.
Lecce e Taranto concentrano insieme 763 dei 972 ettari bruciati, pari a circa il 78 per cento del totale regionale rilevato nel periodo considerato.
Danni all’agricoltura, alla biodiversità e alle comunità rurali
Ogni superficie attraversata dal fuoco rappresenta una perdita che non può essere misurata soltanto attraverso il numero degli ettari.
Dietro un terreno bruciato possono esserci produzioni agricole compromesse, alberi distrutti, biodiversità cancellata e anni di lavoro necessari per ricostruire gli equilibri naturali.
I danni ricadono spesso direttamente sugli agricoltori e sulle comunità rurali, che devono affrontare la perdita delle coltivazioni, il deterioramento dei terreni e i costi necessari per ripristinare le aree interessate.
«Ogni ettaro distrutto dal fuoco rappresenta una perdita per il territorio», sottolinea Coldiretti Puglia, ricordando che gli incendi possono compromettere contemporaneamente ambiente, economia agricola e sicurezza delle campagne.
Rifiuti abbandonati e vegetazione secca aumentano il rischio
Alle condizioni climatiche estreme si aggiungono i problemi provocati dal degrado e dall’abbandono incontrollato dei rifiuti nelle campagne.
Plastica, pneumatici e materiali infiammabili lasciati nelle aree agricole possono contribuire alla propagazione delle fiamme e trasformarsi in pericolosi acceleratori degli incendi.
La presenza di terreni incolti, sterpaglie e vegetazione secca rende inoltre più difficile il controllo dei roghi, soprattutto nelle giornate caratterizzate da vento e temperature particolarmente elevate.
Per Coldiretti Puglia è quindi necessario intervenire non soltanto durante l’emergenza, ma anche attraverso la manutenzione costante del territorio e la rimozione dei materiali potenzialmente pericolosi.
Coldiretti Puglia chiede più prevenzione e controlli
Coldiretti Puglia richiama istituzioni e autorità sulla necessità di rafforzare la prevenzione e la sorveglianza nelle aree rurali.
La protezione del territorio richiede una collaborazione più stretta tra enti locali, forze dell’ordine, operatori agricoli e cittadini. Gli agricoltori, presenti quotidianamente nelle campagne, rappresentano un presidio fondamentale per individuare situazioni di degrado, abbandono o pericolo.
La prevenzione passa anche attraverso comportamenti responsabili da parte di chi frequenta boschi, campagne e aree verdi.
È necessario evitare di accendere fuochi vicino alla vegetazione secca, non gettare mozziconi o fiammiferi accesi e non abbandonare rifiuti. Occorre inoltre prestare attenzione alla sosta dei veicoli, verificando che marmitte e parti calde non entrino in contatto con erba o sterpaglie.
In presenza di un incendio o di una colonna di fumo è fondamentale allontanarsi dall’area di pericolo e segnalare immediatamente la situazione alle autorità competenti.
La difesa delle campagne tutela il futuro della Puglia
Gli agricoltori continuano a svolgere un ruolo essenziale nella tutela del territorio pugliese, contrastando il degrado e garantendo una presenza costante nelle zone rurali.
Secondo Coldiretti Puglia, però, il presidio degli operatori agricoli deve essere accompagnato da politiche strutturali, controlli capillari e interventi programmati di prevenzione.
Difendere le campagne dagli incendi significa proteggere il patrimonio naturale della regione, tutelare le produzioni agricole e salvaguardare il futuro economico delle comunità rurali pugliesi.














