Il cibo ultra-processato può compromettere salute e fertilità: la campagna di Coldiretti parte da Bari

Il Salone del cibo che ammala arriva al Policlinico di Bari con Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia per promuovere la Dieta Mediterranea e sensibilizzare sui rischi degli alimenti ultra-processati.
BARI – Il Salone del cibo che ammala arriva al Policlinico di Bari. L’iniziativa nasce da Coldiretti Puglia, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia.
La mobilitazione coinvolge oltre 70 ospedali italiani. In Puglia partecipano cinque strutture sanitarie.
Oltre al Policlinico di Bari, aderiscono l’ospedale “Bonomo” di Andria, il “Perrino” di Brindisi e il “Vito Fazzi” di Lecce. Partecipa anche Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
La campagna porta nei luoghi di cura prodotti freschi, locali e stagionali. Campagna Amica propone alimenti tracciabili e legati alla Dieta Mediterranea.
L’obiettivo è informare cittadini e pazienti. Coldiretti vuole anche richiamare l’attenzione sui rischi degli alimenti ultra-processati.
Salone del cibo che ammala: il ruolo del microbiota
La Fondazione Aletheia pone il microbiota intestinale al centro della prevenzione.
Circa 38 trilioni di microrganismi popolano l’intestino umano. Questi microrganismi aiutano il sistema immunitario e regolano il metabolismo.
Il microbiota incide anche sull’infiammazione. Inoltre, partecipa alla comunicazione tra intestino e cervello.
Quando questo equilibrio si altera, può comparire la disbiosi. Questa condizione favorisce un’infiammazione cronica di basso grado.
Gli esperti collegano questo processo a diverse patologie. Tra queste figurano malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e disturbi neurodegenerativi.
Salone del cibo che ammala e Dieta Mediterranea
L’alimentazione può proteggere il microbiota oppure danneggiarlo.
Frutta, verdura, legumi e cereali integrali favoriscono la biodiversità intestinale. Anche gli alimenti freschi sostengono il sistema immunitario.
Al contrario, gli alimenti ultra-processati possono alterare questo equilibrio. Spesso contengono additivi, conservanti, emulsionanti e dolcificanti artificiali.
Una meta-analisi pubblicata sul BMJ nel 2024 ha esaminato quasi 10 milioni di partecipanti. Lo studio ha associato un consumo elevato di ultra-processati a rischi maggiori per la salute.
Secondo i dati citati, la mortalità cardiovascolare può aumentare del 50%. Il rischio di diabete di tipo 2 può crescere del 40%.
La ricerca richiama l’attenzione anche sugli additivi. Il problema, quindi, non riguarda soltanto calorie e grassi.
Salone del cibo che ammala: alimentazione e fertilità
La campagna affronta anche il tema della salute riproduttiva.
Alcuni studi hanno collegato gli alimenti ultra-processati a una minore qualità del liquido seminale. Gli effetti riguardano soprattutto concentrazione e motilità degli spermatozoi.
Le ricerche citate sono comparse su Human Reproduction Update, Nutrients e Human Reproduction Open.
Un altro studio, pubblicato nel 2026 su Human Reproduction, ha analizzato gli effetti del junk food in gravidanza.
La ricerca ha rilevato un possibile legame con una crescita embrionale più lenta. Ha osservato anche un volume inferiore del sacco vitellino nel primo trimestre.
Gli studiosi indicano il microbiota come uno dei possibili meccanismi coinvolti.
Salone del cibo che ammala: energy drink e snack
Energy drink, merendine, snack salati e piatti pronti finiscono sotto osservazione.
Gli energy drink contengono spesso molta caffeina e zuccheri. Possono includere anche quantità elevate di taurina.
Un consumo eccessivo può favorire tachicardia, insonnia e aumento della pressione. Questi effetti preoccupano soprattutto per bambini e adolescenti.
Uno studio pubblicato nel 2023 ha esaminato il ruolo della taurina. I ricercatori hanno condotto test su modelli animali.
Lo studio ha osservato una possibile proliferazione di alcune cellule leucemiche. Servono però ulteriori verifiche sull’uomo.
Anche merendine e snack salati presentano criticità. Possono contenere molti zuccheri, grassi raffinati, sale e additivi.
Un consumo frequente può favorire obesità, ipertensione e resistenza all’insulina. Può anche aumentare il rischio cardiovascolare.
Le barrette energetiche non sempre rappresentano una scelta salutare. Alcune contengono sciroppi, zuccheri aggiunti e numerosi ingredienti industriali.
Lo stesso problema riguarda molti piatti pronti. Spesso presentano quantità elevate di sodio, conservanti e grassi di bassa qualità.
Salone del cibo che ammala: origine e trasparenza
Coldiretti richiama l’attenzione anche sull’origine delle materie prime.
L’organizzazione cita il caso del grano importato. In alcuni Paesi si usa il glifosato prima del raccolto.
La normativa italiana vieta questa pratica. Coldiretti chiede quindi maggiore trasparenza per i consumatori.
La campagna affronta anche il tema dell’olio extravergine di oliva. Alcuni prodotti possono non rispettare gli standard dichiarati.
Secondo Coldiretti, il consumatore deve conoscere l’origine del cibo. Deve anche sapere come le aziende lo producono.
La trasparenza tutela le famiglie. Allo stesso tempo, difende il lavoro degli agricoltori italiani.
Con il Salone del cibo che ammala, Coldiretti promuove una cultura della prevenzione. La Dieta Mediterranea diventa così uno strumento concreto per proteggere la salute.

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