Cronaca

Slot machine usate per riciclare denaro: cento indagati e beni sequestrati per 60 milioni

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Slot machine e riciclaggio sono al centro della vasta operazione eseguita dalla Guardia di Finanza nella mattinata di lunedì 13 luglio 2026. Su disposizione della Procura di Bari sono state eseguite 23 misure cautelari personali nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto e Roma, con il sequestro di beni per oltre 60 milioni di euro. Gli indagati sarebbero circa cento.

La Guardia di Finanza ha eseguito nella mattinata di lunedì 13 luglio 2026 ventitré misure cautelari personali nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sistema di riciclaggio attraverso slot machine e apparecchi da gioco.

I provvedimenti riguardano persone residenti nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto e Roma.

Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati beni per un valore complessivo superiore a 60 milioni di euro. Gli indagati nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari sarebbero circa cento.

Il presunto sistema attraverso slot machine e apparecchi da gioco

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli apparecchi da intrattenimento sarebbero stati utilizzati per movimentare e riciclare somme di denaro di provenienza illecita.

Gli investigatori avrebbero ricostruito l’attività di una struttura organizzata definita come una vera e propria “impresa mafiosa”, capace di operare nel settore del gioco e di estendere i propri interessi economici in più province.

Le contestazioni, tuttavia, dovranno essere valutate nel corso del procedimento giudiziario. Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Ventitré misure cautelari in Puglia e a Roma

Le misure cautelari personali sono state eseguite nei confronti di ventitré persone distribuite tra diversi territori.

L’operazione ha interessato:

  • la provincia di Bari;
  • la provincia di Barletta-Andria-Trani;
  • la provincia di Brindisi;
  • la provincia di Taranto;
  • la città e la provincia di Roma.

La diffusione geografica dei provvedimenti evidenzia, secondo l’impostazione investigativa, una rete con collegamenti estesi oltre i confini della provincia barese.

Sequestrati beni per oltre 60 milioni di euro

Uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta riguarda il valore dei beni sottoposti a sequestro, quantificato in oltre 60 milioni di euro.

Il sequestro rappresenta una misura cautelare reale e non equivale a una confisca definitiva. Ha lo scopo di impedire che beni ritenuti collegati alle attività contestate possano essere trasferiti, dispersi o sottratti agli eventuali successivi provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Ulteriori dettagli sulla composizione del patrimonio sequestrato, sulle società coinvolte e sulle singole posizioni degli indagati potranno emergere nelle prossime ore attraverso gli atti ufficiali dell’inchiesta.

Circa cento persone coinvolte nell’inchiesta

Il numero complessivo degli indagati sarebbe vicino a cento, mentre le misure cautelari personali eseguite sono ventitré.

L’indagine della Procura di Bari punta a chiarire il funzionamento del presunto sistema economico e finanziario costruito intorno alla gestione delle slot machine e delle altre apparecchiature da gioco.

Gli accertamenti dovranno stabilire il ruolo attribuito a ciascuna persona coinvolta, l’origine delle somme movimentate e gli eventuali rapporti tra le attività imprenditoriali e la criminalità organizzata.

L’operazione del 13 luglio rappresenta una fase dell’indagine. Le accuse formulate dagli investigatori dovranno ora essere sottoposte al vaglio dei giudici nelle successive fasi del procedimento.

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